‘Snaz (Live)

Entusiasmante doppio dal vivo che ripercorre tutta la carriera del gruppo. Ci consegna una serie di hit da cantare a squarciagola, covers comprese: Tush (ZZ Top), Cocaine (Eric Clapton) e Shapes Of Things (The Yardbirds), che duellano con una manciata di classici. È l’unico album da avere assolutamente.

‘Til The Medicine Takes

Il gruppo è in crescita e, rinforzato a tratti dai fiati scoppiettanti della Dirty Dozen Brass Band e dalla tonante ugola gospel di Dottie Peoples, confeziona una delle sue migliori prove di studio. La fusion morbida di Bear’s Gone Fishing, il violino di You’ll Be Fine, il country&western di The Waker e l’eccellente honky tonk blues di Blue Indian (uno dei pezzi più pregiati in catalogo) bilanciano gli episodi più allmaniani (Climb To Safety, Surprise Valley). La voglia di nuovi orizzonti è manifestata dall’arruolamento in studio del dj Colin Butler, incaricato di far scratching con giradischi e vinili.

(MIA) The Complete Anthology

Contiene l’intero GI e tutte le registrazioni ufficiali in studio dei Germs. Per cominciare i singoli Forming e Lexicon Devil, quindi i due brani rari di What We Do Is Secret, sei canzoni registrate per la colonna sonora di Cruising (di cui cinque rimaste inedite) e la Forming 2 data alla compilation della What? What Is It?. In tutto fanno trenta canzoni, più o meno l’intero corpus sonoro della band. Non tutto è all’altezza di GI (Forming e Sexboy, per esempio, i due acerbissimi primi brani), ma questa compilation ha tra l’altro il merito di rendere disponibile su CD il materiale di dischi da tempo fuori catalogo.

(Refugee Camp) Bootleg Series EP

Otto tracce estratte dai due dischi precedenti e remixate ad uso e consumo dei fan più accaniti. Un prodotto da club, e quindi di “nicchia”, che recupera le radici rap più genuine del gruppo prima del repentino scioglimento e delle successive prove soliste.

(What’s The Story) Morning Glory

Più Beatles che Sex Pistols nel disco che fa degli Oasis una delle band più popolari del mondo. Don’t Look Back In Anger, cantata da Noel (autore di tutte le canzoni), somiglia pericolosamente a Let It Be ma l’originalità non è certo la principale preoccupazione del maggiore dei fratelli Gallagher, che alla vigilia delle registrazioni dell’album dà il benservito al batterista Tony McCarroll, sostituendolo con Alan White. È il primo di una lunga serie di “licenziamenti” che colpiranno a uno a uno tutti i componenti del gruppo, tanto che oggi gli unici membri fondatori che ancora ne fanno parte sono proprio i due Gallagher. Paul Weller, nume tutelare del gruppo, è ospite alla chitarra nella conclusiva Champagne Supernova, uno dei brani migliori del disco assieme a Cast No Shadow, ballata dedicata a Richard Ashcroft dei Verve.

È tornato Garibaldi

Nell’Italia di Tangentopoli e della protesta leghista, il cantante Oskar Giammarinaro auspica il ritorno dell’eroe dei Due Mondi per mettere le cose a posto e non rinuncia a dire la sua, spesso in maniera arguta, su altri problemi che affliggono il Paese. Raro esempio di pop «consapevole», la musica degli Statuto diverte con la sua miscela di ska, soul e beat.

"Hours"

Altro emblematico cambiamento di etichetta: la vecchia star comincia ad essere ingombrante. Del resto, mancando un’avanguardia che lo ecciti davvero, nuovamente regala un album completamente irrilevante. Molti critici sostengono che somiglia a Hunky Dory, ma forse lo hanno letto su Internet: gli somiglia solo perché è tondo. Comunque il nostro eroe sorride ugualmente: si è quotato in Borsa, e fa soldi a camionate.

"O"

Tentativo di farsi valere su scala internazionale: brani di Fossati e Conte, incisioni londinesi, produzione di Greg Walsh, sviolinate della Royal Philarmonic Orchestra. Un abito costoso di stilisti pregiati, ma non molto comodo. E nemmeno così bello.

Über Cobra

Il nuovo live, registrato come il precedente alla House of Blues di Myrtle Beach (South Carolina), è acustico, e l’approccio “unplugged” si adatta bene anche ai brani più duri del repertorio come Imitation Leather Shoes (che nella circostanza assume tonalità bluegrass). Interessante, ancora una volta, la scelta delle cover, con l’apertura affidata ad un’esuberante Walk On (Neil Young), l’ennesima ripresa dai Talking Heads (la countryeggiante City Of Dreams) e un classico white soul di Steve Winwood (Can’t Find My Way Home).

#1 Record

I Big Star anticipano i tempi con una sfilza di radiose melodie power pop (Ballad Of El Goodo), taglienti simmetrie "chitarristiche (In The Street) e malinconici brindisi all’adolescenza e al rock and roll (Thirteen). Disastro commerciale, ma trionfo artistico.

+44

Non Disponibile

I +44 sono un gruppo pop-punk fondato nel 2005 dal cantante-bassista Mark Hoppus e dal batterista Travis Barker. Entrambi hanno approfittato del temporaneo scioglimento dei Blink 182, band più famosa di cui facevano parte, per creare una nuovo progetto assieme ai chitarristi Craig Fairbaugh e Shane Gallagher.

Nel 2006 è stato pubblicato When Your Heart Stops Beating, finora primo e unico album della band.
Dopo la reunion dei Blink 182, nel 2009, il progetto sembra essere stato definitivamente abbandonato.
Craig Fairbaugh e Shane Gallagher attualmente suonano nei Mercy Killers.

1

Raccolta di tutti i numeri uno delle classifiche inglese e americana, o in alternativa, condensato su singolo CD dei quattro dischi del 1973: comunque sia, c’è tutto o quasi il meglio dei Beatles, con due sole assenze di rilievo, Please Please Me e Strawberry Fields Forever.