Fold Your Hands Child, You Walk Like A Peasant

Meno ispirato e omogeneo del suo predecessore, l’album allinea comunque episodi di grande suggestione come l’iniziale I Fought In A War, eseguita senza l’accompagnamento di strumenti, e la meravigliosa Don’t Leave The Light On Baby, una delle canzoni più belle dell’intera carriera della band.

Parachutes

Muri di chitarre, testi introspettivi e melodrammatici e una voce adatta a interpretarli. In apparenza Chris Martin e i suoi compagni assomigliano a mille altre band. Eppure, grazie a quest’album, diventano delle superstar, prima in patria e poi nel resto del mondo.

Yellow è uno dei primi grandi singoli del nuovo millennio e anche il resto della scaletta è composto da buone canzoni ma il rock inglese ha prodotto e produrrà dischi di ben altro spessore.

Live At The Greek

Scaricati dalla Columbia dopo un solo album, i Corvi Neri trasformano il momento negativo in un occasione per suonare in assoluta libertà, organizzando così alcuni concerti. In uno di questi li raggiunge Jimmy Page, chitarrista degli storici Led Zeppelin, con il quale improvvisano qualche brano.

Nasce così l’idea di suonare insieme il repertorio dei Led Zeppelin. Inizialmente solo per qualche data, ma la richiesta è così grande che è necessario edificare un vero e proprio tour itinerante. L’emozione è altissima e il risultato strabiliante, con sei musicisti che suonano al meglio delle loro capacità, davanti ad uno dei loro idoli.

Reperibile inizialmente solo attraverso internet e sul sito del gruppo, è un album monumentale, che privilegia il repertorio dei Led Zeppelin e una serie di magnifiche cover. Il punto più alto è sicuramente l’esecuzione accorata del classico Ten Years Gone.

Acustico

Gesù, di nuovo un disco dal vivo. Che peraltro, di vivace ha poco, e di acustico ancor meno: gli strumenti elettrici ci sono eccome. C’è da chiedersi quale sia il motivo di questo vessatorio accanimento coi live, manco ci fosse un fiorente mercato di bootleg. Forse vuol fare concorrenza ai Pearl Jam.

Greatest Hits — The Evidence

Di Ice-T esistono altre due antologie, The Classic Collection (Rhino, 1993, &Stelle=2;) e Cold As Ever (Blue Dolphin, 1996, &Stelle=2;), dedicate però al periodo di rodaggio antecedente l’album d’esordio. Questa è dunque la raccolta chiamata a sintetizzare, in 16 brani, 14 anni di carriera e 7 album. Saggia la decisione di pescare soprattutto dai primi dischi ed includere classici come I’m Your Pusher, High Rollers, Original Gansgter, Colors, New Jack Hustlers e Power, sacrificando la produzione più recente.

Live At Fillmore

Una cavalcata di 70′ e 17 tracce dal vivo a San Francisco, che comincia in chiave squisitamente hip hop con Hand On The Pump, passa per le sensazioni latine di How I Could Just Kill A Man, e da Checkmate in avanti piomba in territorio metallaro.

Ci sono le classiche I Wanna Get High e Cock The Hammer, chiude la forza bruta di Riot Starter e (Rock) Superstar: lo spirito è quello di Skull & Bones, le chitarre sono anche in questo caso affidate a Jeremy Fleener e Andy Zambrano, componenti del progetto parallelo SX-10 di Sen Dog.

Bloodflowers

Non più sbalzi d’umore ma sfumature sulla linea d’ombra di Disintegration e affini, fino a quella gotica di Pornography. Non è forse un caso che un DVD di un concerto a Berlino presenti integralmente i tre album, come se fossero legati da un fil rouge (anzi, noir).

Quando esce quest’album, e soprattutto dopo la sua tournée, pensano tutti che sia la degna conclusione del gruppo, tanto che viene annunciato un imminente disco solista di Smith. Invece i Cure continuano. Firmano un nuovo contratto, più tardi, con la I Am del produttore nu-metal Ross Robinson.

Brutal Planet

Di nuovo con Bob Ezrin, di nuovo un concept album, mai così ferocemente pessimista sul futuro dell’umanità: sia dal punto di vista dei temi che delle musiche, Alice entra nel nuovo millennio con un incubo "industrial" che lancia il guanto ai Nine Inch Nails e fa impallidire sia il clone Marilyn Manson che i ganzi "nu-metal" da classifica.

Esco di rado (e parlo ancora meno)

Squadra che stravince non si cambia: Mogol e Bella sono ancora al suo fianco, ma il risultato non è altrettanto eccellente, anche se Per averti rimane superiore a quasi tutta la produzione celentanica degli anni ’80 e ’90. Ivano Fossati scrive per lui Io sono un uomo libero (buona, ma non eclatante). Il peggio del disco è come sempre il Celentano opinionista (Il figlio del dolore), sugli stupri di guerra. Puntella il tutto l’immancabile, miliardaria autocelebrazione in Rai, stavolta intitolata 125 milioni di cazzate.

Livid

Live faticoso ma vero, con qualche errore come probabilmente accadeva al CBGB’s, ma testimonianza di un gruppo che è rimasto fedele a se stesso. Nota bene: in America il disco circola con il non troppo fantasioso titolo Live.

Lost Souls

La band di Manchester esordisce con un album intriso di malinconia adolescenziale, la stessa così ben raccontata dai loro concittadini Smiths. L’originalità non è il loro forte ma gli ennesimi figli di una delle capitali del pop britannico eseguono il loro compito con diligenza e riescono, a tratti, a emozionare.

The Bright Midnight Sampler — 14 Songs / 8 Concerts

Il primo di una lunga serie di CD venduti esclusivamente via Internet dalla etichetta Bright Midnight attraverso il sito della Rhino Handmade. Sono, pubblicazioni curate da Ray Manzarek e Robby Krieger provenienti dagli archivi personali dei musicisti. Questo contiene una selezione di brani che verranno pubblicati in seguito, brani tutti registrati nel 1970 meno uno del 1969.

Lo stesso titolo è stato in seguito diffuso anche nei normali canali discografici con titolo cambiato in Bright Midnight — Live In America (Elektra, 2001).

Whiteout

Tornati con una indipendente, i Boss Hog sono ancora di più il lato "leggero" della Blues Explosion. Qualcosa a metà tra le asprezze di Jon e il sex appeal di Cristina: suono sempre sporco, garagista e distorto ma con i tocchi di modernariato garantiti dalle tastiere vintage di Mark Boyce, ritmi funky e qualche flirt con il pop.

Accattivanti risultano soprattutto la title-track e una Get It While You Wait da far invidia ai Garbage.