Younger Than Yesterday

Un disco trascurato, in un momento storico cruciale: folk rock, psichedelia, country rock, anche ingenua sperimentazione elettronica, si combinano alla perfezione nell’ultimo grande disco dei Byrds classici. So You Want To Be A Rock & Roll Star è il pezzo forte di un album che la storia ha reso equilibrato e compatto come pochi altri titoli del catalogo.

My Back Pages è un’altra luminosa cover dylaniana, le cose più belle e curiose sono però le meno note di tutto il repertorio, a cominciare dai due ultimi brani di Crosby (Everybody’s Been Burned e Mind Gardens) prima della defezione.

Mr. Tambourine Man

Uno dei grandi dischi della musica americana, testo base per la definizione del folk rock. Nonostante il risultato sia opera perlopiù di turnisti di studio, è il quintetto formato da Roger McGuinn, Gene Clark, David Crosby, Chris Hillman e Michael Clarke che si guadagna un posto nella leggenda: tra cover (ben quattro di Bob Dylan) e brillanti originali (I Feel A Whole Lot Better, Here Without You, You Won’t Have To Cry), si staglia la straordinaria versione di Mr. Tambourine Man, uno dei fondamenti della scena rock.

Preflyte

Raccolta di registrazioni del 1964, antecedenti al primo album, che dimostrano ingenuità ma anche buona conoscenza del beat inglese. Undici canzoni leggere ma carine, con prime versioni di brani famosi; disco superfluo, per completisti.

Ristampato dalla Columbia nel 1973 e dalla Sundazed come The Preflyte Sessions nel 2001, in una splendida edizione su doppio CD e un totale di 40 brani, con moltissimi inediti.

Byrds

Non Disponibile

Formatisi a Los Angeles nel 1964, i Byrds rappresentano una delle più incisive rock band degli anni Sessanta (nonostante il loro successo commerciale non sia paragonabile a quello di Beatles, Beach Boys o Rolling Stones), nonché figurano tra i padri fondatori di country rock e psichedelia.

Si sciolgono nel 1973, per poi tornare di nuovo insieme sul palco tra il 1989 e il 1991. 

The Notorious Byrd Brothers

Senza il talento di Clark e la fantasia di Crosby, i Byrds preparano un’altra importante svolta stilistica, prendendo tempo con un altro disco sottovalutato, che però è il loro più sincero contributo alla stagione psichedelica californiana.

Privo di un pezzo forte e di qualsiasi tentazione da classifica, è una coloratissima variante acida sui temi del folk rock, zeppa di tracce lisergiche, effetti speciali, sogni e visioni, con due sorprendenti cover dal repertorio di Goffin & King (Goin’ Back e Wasn’t Born To Follow).

The Byrds (Untitled)

Il disco migliore dell’ultimo periodo, un doppio album con registrazioni dal vivo e in studio, che avrebbe dovuto chiudere in bellezza la storia dei Byrds. Meglio le due facciate dal vivo (di cui una interamente occupata da Eight Miles High) ma tra i brani in studio c’è una delle più belle canzoni scritte da McGuinn, Chestnut Mare.

La nuova edizione Untitled/Unissued (Columbia 2000) è su doppio CD, con 14 brani aggiunti.

Byrds

I Byrds si sciolgono ufficialmente nel 1973; stupisce quindi l’immediata e inattesa reunion del quintetto originario, operazione nostalgica e frettolosa che tuttavia produce un disco ben fatto, tra cover scelte con cura (Neil Young, Joni Mitchell) e gradevoli originali.

5D (Fifth Dimension)

Agli albori della stagione psichedelica anche il suono dei Byrds si colora di lievi tinte lisergiche. Le matrici rimangono chiaramente folk (Wild Mountain Thyme, John Riley) ma i segnali si lanciano verso nuove dimensioni spaziali: Fifth Dimension e Mr. Spaceman preparano la strada a un’altra storica pietra miliare, Eight Miles High, con le sue belle malizie lisergiche.

Turn! Turn! Turn!

Bello ma inferiore, per impatto, omogeneità, sorpresa, il secondo album aiuta a consolidare le posizioni e a diffondere il caratteristico suono jingle jangle della chitarra Rickenbacker, marchio stilistico dei Byrds.

Il pezzo forte è la ballata Turn Turn Turn, da un’originale melodia di Pete Seeger su testo dal Libro dell’Ecclesiaste. Il resto si mantiene in uniforme equilibrio tra originali (Set You Free This Time), cover (altre due di Dylan) e traditionals (He Was A Friend Of Mine).

Sweetheart Of The Rodeo

Unici rimasti del nucleo originario, McGuinn e Hillman chiamano il cantante Gram Parsons e operano un’altra storica virata stilistica che sancisce la nascita del country rock. È una manovra inattesa, che provoca sconcerto tra i fan ma che una volta ancora riceve il conforto della storia: ora vengono elettrificati anche i ritmi country, con un risultato che come di consueto passa attraverso covers, molte (ancora Dylan, Woody Guthrie, Merle Haggard) e originali (tre in tutto il disco).

Da qui discenderanno tutti i gruppi country rock dei ’70, dai Flying Burrito Brothers in avanti, e qui verrà messa un’importante pietra d’angolo della musica americana. Riedito una prima volta (1997) con otto bonus, ora è stato inserito nella serie Legacy e di nuovo ampliato a doppio CD, con altri demos, outtakes, prove di studio, e anche sei brani della International Submarine Band, il precedente gruppo di Parsons.