The X Factor

Tocca all’ex Wolfsbane, Blaze Bailey, il compito di far dimenticare il carismatico Dickinson ai fan. L’impresa non riesce perché l’album è fiacco e perché la sua voce è troppo diversa dal suo predecessore. Il singolo Man On The Edge illude, ma il resto si dimentica presto. Anche dal vivo il gruppo non ha la brillantezza dei tempi migliori.

Rio

Una Bibbia degli anni ’80: la seducente copertina di Fred Nagel, il suono scintillante e ricercato, la danzabilità con pennellate rock di Hungry Like The Wolf, il lussurioso video di Rio, la sensualità decadente di The Chauffeur e Save A Prayer ("Qualcuno potrebbe chiamarla una sveltina, ma io e te potremmo chiamarlo paradiso"), la foto interna che ritrae 5 dandy dei nostri tempi.

Il fenomeno Duran Duran esplode in tutto il mondo, ma questo disco è difficile da picconare: nove brani che potrebbero tutti essere singoli (e diventano video). I detrattori avranno pane per i loro denti in seguito.

Azimut

Si notano i primi tentativi di sganciarsi (A cosa pensano, scritta con Francesco Messina, che la affiancherà a lungo), ma il sodalizio con il guru siciliano dà ancora ottimi frutti (Messaggio, Chan-son egocentrique).

The Eddie Cochran Box Set

Vecchiotta ma ancora reperibile, questa raccolta è quanto di meglio vi sia per una estesa panoramica sulla sua attività. Con oltre 110 brani il box presenta tutto il materiale ufficiale Liberty ed altre registrazioni storicamente rappresentative, a partire da quelle dei Cochran Brothers del 1956 (un duo country con Hank Cockran, di cui non era parente), diverse registrazioni per la TV inglese e parecchie altre incisioni minori di cui è depositaria l’etichetta Rockstar.

Le ragazze fanno grandi sogni

Nuovo, lungimirante cambio di rotta: il “sociale” è diventato talmente incomprensibile e spaventoso da indurre artisti e pubblico a ripiegare sull’amore. Le composizioni di questo album quasi monotematico avranno vita lunga, e verranno riprese emblematicamente in diversi spot pubblicitari e dalle non poche raccolte a venire.

A Matter Of Life And Death

Sotto la guida del produttore Kevin Shirley, al motto di “The beast is back” e anticipato dal singolo The Reincarnation Of Benjamin Breeg, il nuovo album della band londinese non delude vecchi e nuovi fan, con il suo concentrato di energia, liriche epiche e un’immagine sempre più fumettistica. Anche queste nuove dieci canzoni gravitano intorno alle stesse idee del passato, ma l’astuzia del sestetto è quella di non svelare il segreto a nessuno. Mastodontico, come sempre, il conseguente tour mondiale. 

Killers

Con il supporto di numerosi concerti e con l’approvazione della stampa musicale mondiale, il gruppo parte alla scalata delle classifiche, con un album intenso e suonato con ancora più vigore, a cui giova l’innesto del chitarrista Adrian Smith al posto di Dennis Stratton e soprattutto la produzione di Martin Birch, celebre per aver lavorato con i Deep Purple. I nuovi classici si chiamano Wratchild, Another Life, Innocent Exile, Purgatory, Drifter, mentre in Prodigal Song, appare per la prima volta la chitarra acustica. Con la pubblicazione del mini LP Maiden Japan (USA Harvest, 1981) viene diffusa la notizia dell’abbandono di Paul Di Anno, che in due decenni nonostante vari tentativi di nuovi progetti (Lone Wolf, Di Anno, Battlezone, solista), non riuscirà mai a togliersi l’etichetta di ex cantante degli Iron Maiden.

L.A. & N.Y.

Contemporaneamente il vertice della fama e il punto più inspiegabile del suo percorso artistico, ovvero Tu sei l’unica donna per me (grazie a uno spot tv, popolare anche tra i giovani del 2000 col nome Dammi il tuo amore… d’altra parte la pubblicità, che regna e comanda sul Paese, non include il ritornello). Una canzonetta fine a se stessa, stucchevole per linguaggio, arrangiamento e giro armonico. A suscitare il livore della critica è anche il fatto che in un momento di PCI ai massimi storici e indiani metropolitani, controcultura e scontrocultura, la canzonetta stucchevole sbaraglia la concorrenza e per 4 mesi domina la classifica. Davvero un affronto…

Capo Nord

Con un atto inconsueto per i tempi, la cantante rompe con il suo "tutore" Lucariello e ne trova altri tre in Franco Battiato, Giusto Pio e Angelo Carrara.

Insieme a loro nasce un disco che anticipa le novità che Battiato e la sua "scuola" porteranno nel pop degli anni ’80: elettronica, testi ambiziosi e ritornelli solenni. Massimo esempio, Il vento caldo dell’estate.

The Eddie Cochran Box Set

Vecchiotta ma ancora reperibile, questa raccolta è quanto di meglio vi sia per una estesa panoramica sulla sua attività. Con oltre 110 brani il box presenta tutto il materiale ufficiale Liberty ed altre registrazioni storicamente rappresentative, a partire da quelle dei Cochran Brothers del 1956 (un duo country con Hank Cockran, di cui non era parente), diverse registrazioni per la TV inglese e parecchie altre incisioni minori di cui è depositaria l’etichetta Rockstar.

Seventh Son Of A Seventh Son

Per la prima volta nella sua storia, il gruppo lascia passare un anno senza pubblicare nulla di nuovo, ma l’attesa viene parzialmente delusa, perché l’album contiene delle chitarre synth, che rendono il suono in parte artificioso. Le canzoni sono buone (Can I Play With Madness, The Clairvoyant, la title track), ma alla critica non piace il suono generale. I fan invece lo pilotano senza problemi al primo posto in Inghilterra e nella Top 20 in America.

Air

Non Disponibile

Duo elettronico francese proveniente da Versailles, formato da Nicolas Godin e Jean-Benoit Dunckel. Il loro nome, Air, deriva dall’acronimo di Amour, Imagination, Rene (Amore, Immaginazione, Sogno).

Il loro Ep di debutto, Premiers Symptomes, è stato seguito dall’acclamatissimo album Moon Safari, dalla colonna sonora del film – per la regia di di Sofia Coppola – Il giardino delle vergini suicide, e dagli album successivi 10000 Hz Legend, Everybody Hertz, Talkie Walkie, Pocket Simphony e Love 2.


Iron Maiden

Con un background costruito in cinque anni di concerti nei club, si forgia la line up definitiva che formerà la più grande e importante heavy metal band della storia. Il primo capitolo discografico è l’EP The Soundhouse Tapes (Rock Hard, 1979), da tempo ambito pezzo da collezione, che evidenzia lo stille innovativo della band e che battezza di fatto il filone new wave of british metal. La formazione subisce alcune modifiche, ma il fulcro è sempre il bassista Steve Harris, attorno a cui ruotano il cantante Paul Di Anno, i chitarristi Dennis Stratton e Dave Murray e il batterista Clive Burr. Dopo l’apparizione sulla celebre compilation Metal For Muthas (EMI, 1980), firmano per la EMI e debuttano con un album capolavoro. Le radici hard rock sono il punto di partenza per un suono veloce, puntellato su due chitarre e su un basso sempre suonato in chiave solista. La voce roca e virile di Di Anno amplifica la bellezza di otto brani indimenticabili, da Prowler al singolo Running Free, dai ricami epici di Remember Tomorrow e Phanton Of The Opera, fino agli incubi strumentali di Transylvania, in un vortice sonoro, non privo di melodia, che subito conquista orde di fan.

Park Hotel

Se l’Italia va stretta, si può tentare di guardarsi intorno. Affiancata dai musicisti preferiti da Peter Gabriel (Tony Levin, Jerry Marotta) nonché dal "Roxy" Phil Manzanera, Alice cerca di sganciarsi da Battiato e ritagliarsi un’identità.

In questo momento non è semplice.

SuperPinkyMandy

Beth Orton debutta con un album pubblicato solo in Giappone in limitatissime quantità e oggi praticamente introvabile (se non su bootleg). Produce un’altra star della scena elettronica, William Orbit, che sottopone ai suoi tipici loop pezzi cantautorali come She Cries Your Name (poi ripresa nel disco successivo) e Don’t Wanna Know ‘Bout Evil di John Martyn.