Fear Of The Dark

Nonostante lo stile sia privo di novità, la band continua a mietere successi e a conquistare nuovi fan, conquistando nuovi mercati. Ennesimo primo posto in patria, che non nasconde una certa stanchezza, nonostante le buone intuizioni di Be Quick Or Be Dead e From Here To Eternity. Non del tutto a sorpresa, Dickinson annuncia che alla fine del tour lascerà la band.

Wonderful

Dopo un album abortito (Persuasion), in pieno boom del brit-pop appare un singolo struggente e carezzevole che sembra firmato da una delle tante meteore dell’epoca, ed è invece l’ultimo ruggito del vecchio pirata. Si chiama Wonderful, e dà il nome anche al poco convincente album che rimane l’ultimo sforzo discografico del cantante (e dell’inseparabile Pirroni), successivamente sprofondato in una serie di problemi personali: allo sbando dal punto di vista psichico, viene arrestato e poi ricoverato in un ospedale psichiatrico dopo una serie di aggressioni e per aver tirato sassi nella finestra di un vicino di casa.

Alice

Forte di una voce notevole e una presenza scenica non comune, Alice sbanca il Sanremo meno nazionalpopolare di sempre con Per Elisa.

Battiato, non ancora una star, è il regista dell’intera operazione. L’album si muove nella consapevolezza del nuovo pubblico acquisito con la vittoria nel Festival, ed è volutamente meno ambizioso del precedente.

Notorious

Dopo le distrazioni dei side-project Arcadia e Powerstation (salutati da ingiustificato successo), e il grande successo del singolo A View To A Kill (per l’omonimo film) i Duran diventano un terzetto, elidendo i due soggetti meno carismatici (Andy e Roger Taylor).

Ma mentre le loro versioni blandamente più rock furoreggiano (Europe, Bon Jovi) la carica giovanile dei primi belli e impossibili degli anni ’80 sembra esaurita. Dopo il terremoto, un gruppo che rinuncia, anche in copertina, ai colori.

Ancora una volta i nostri si appoggiano pesantemente a Nile Rodgers, e qualche idea è da salvare (Meet el presidente, Notorious, la "Princeggiante" Skin Trade) ma nel complesso il funk-rock del disco non ha mordente.

Tin Machine

Oplà, nuovo ribaltone: il passato è mandato a remengo, e il nuovo chitarrista servente (Reeves Gabrels) è talmente influente da indurre il camaleonte a fondare un gruppo nel quale vorrebbe essere primus inter pares.

Dribblata con tale espediente l’ansia da classifica, il disco offre un ruvido rock ad alto tasso chitarristico e percussivo. Heaven on Earth è uno dei brani più eleganti di tutto il repertorio di Mr. Jones, ma per il resto ci si annoia presto.

Arena

Live londinese che chiude la prima parte della storia dei DD e accompagna uno dei primi successi della nascente industria delle videocassette musicali.

Carrellata sui primi tre dischi, evidenzia le difficoltà live dell’istrionico cantante (destinato ad agghiaccianti stecche durante il Live Aid), ma vende a carrettate grazie al folgorante singolo The Wild Boys, manifesto per la gioventù paninara caratterizzato dalle tipiche liriche "oblique" di Le Bon ("Il tuo telefono squillava mentre danzavi nella pioggia/I ragazzi selvaggi chiedono dove sta la gloria, dove sono tutti gli angeli?").

Seven And The Ragged Tiger

La Duranmania nuoce al gruppo. Coi fucili puntati della critica addosso e un’adesione incondizionata a eccessi di natura sessuale e chimica, la band è già divisa in due tronconi. In tutto questo nasce un disco semiinconsistente, realizzato con gli scarti del precedente.

A tenere in piedi il traballantissimo disco è Nile Rodgers (Chic), che realizza il remix della ballatissima The Reflex.

The Number Of The Beast

Il nuovo vocalist è l’ex Samson Bruce Dickinson, portentoso folletto dai polmoni infiniti. La sua voce diventa ben presto un marchio di fabbrica, imitata in tutto il mondo e la band può così affrontare serenamente l’iniziale scetticismo dei fan. L’album diventa un classico e vola al primo posto delle classifiche inglesi, trascinato da canzoni memorabili come Invaders, Children Of The Damned, The Prisoner, la title track e il singolo Run To The Hills, accompagnato da uno dei primi video clip della band. Un mezzo promozionale che in futuro dimostrerà di usare con grande intelligenza.

Live After Death

Supportati sin dagli esordi da una grafica fumettistica e con Eddie, un personaggio/mummia creato da Steve Harris, che non manca di apparire nelle copertine e in concerto, gli Iron Maiden, dimostrano di saper colpire l’immaginario dei teen ager di tutto il mondo. Il loro heavy metal d’impatto e melodico, conquista nuovi mercati e la band non si risparmia, suonando ovunque, raccogliendo consensi e l’entusiasmo di tutti. Tutto documentato in questo faraonico doppio dal vivo, che conferma l’incredibile forza d’urto sul palco dei cinque musicisti, aiutati da un impianto scenico e da un gioco di luci colossale.

Tonight

Ogni quando Bowie riguadagna il trono, ne scivola picchiando il sedere. Come dopo Ziggy Stardust, fa seguire a un best-seller un lavoro sfocato. Per sedurre la Mtv generation arruola Julien Temple e gira un pallosissimo video per Blue Jean. Per rassicurare i fan si appoggia più che può a Iggy Pop. Pare più preoccupato di proporsi come camaleonte che non di fare buoni dischi.

Tant’è che ha un certo successo con operazioni collaterali: This is not America con Pat Metheny, Dancing in the Street con Mick Jagger, le colonne sonore di When The Wind Blows, Absolute Beginners, Labyrinth (in questi ultimi è anche attore).

Figli delle stelle

Con un sound incredibilmente leggero e americano, Sorrenti sfonda grazie alla title-track, uno dei brani più disprezzati dalla critica italiana, ma a tutti gli effetti una gemma: l’unico brano di disco-music italiana degno di stare alla pari della produzione di Chic e Donna Summer. Il resto del disco purtroppo è contorno, pericolosamente vacuo, una ricerca della leggerezza (Donna luna) con pochi guizzi di livello.

Product

Dopo un lunghissimo silenzio, i Buzzcocks decidono di riformare la band e dar vita a un lungo tour mondiale. La EMI approfitta dell’occasione per pubblicare un quintuplo cofanetto contenente Another Music In A Different Kitchen, Love Bites, A Different Kind Of Tension e Singles Going Steady, oltre a un quinto album intitolato Many Parts costituito da materiale precedentemente inedito.