ENO/JOHN CALE: Wrong Way Up

Quindici anni dopo Before And After Science, Eno torna a sorpresa alla canzone, appoggiandosi a un amico che pendola anch’egli volentieri fra songwriting e musica colta — John Cale, il non dimenticato Velvet Underground.

Parrebbe uno scoop, ma non ne viene granché: sono canzoni intelligenti ma senza troppa verve, che restano un po’ moscie sulla carta nonostante la cura degli autori e il fine intarsio elettro-acustico.

Another Green World

Un disco di passaggio, non così effervescente e originale come i primi due di canzoni ma importante per l’approdo alla discreet music di lì a poco. Eno alterna lavoro di gruppo (con musicisti amici, da Fripp a John Cale a Fred Frith) a ricerche da solo con tastiere, elettronica e " suoni non naturali".

Scrive buffe canzoncine ballabili (I’ll Come Running) ma disegna, anche e soprattutto, straordinari paesaggi immaginari.

Music For Films

"Quest’album è una compilazione di miei lavori degli ultimi due o tre anni. In gran parte inediti. Alcuni intesi specificamente come colonna sonora, altri invece adattati a quello scopo." Diciotto frammenti, con l’intervento dei collaboratori (Percy Jones, Phil Collins, John Cale e altri) che già avevano aiutato in Before And After Science.

Before And After Science

Eno chiude il suo periodo "canzonettistico" con l’album forse migliore, illuminato da belle canzoni come No One Receiving, King’s Lead Hat, la struggente By This River.

Una felice idea di canzone d’autore non seriosa ma spumeggiante, con folgoranti testi che amano gli spazi ridotti e paiono haiku giapponesi. Nella prima edizione del disco 4 disegni a colori di Peter Schmidt, suggestivi squarci di una realtà senza la presenza umana che dice qualcosa del percorso musicale.

ENO/JON HASSELL: Fourth World Vol. 1 — Possible Musics

Ancora un lavoro in partnership, questa volta con il trombettista americano Jon Hassell. Una sorta di world music fantastica, con elementi di etnica, jazz ed elettronica.

Eno è cointestatario del progetto per il suo lavoro come produttore e musicista: i suoi strumenti sono "un raro Minimoog", "chitarre nebulari" e "un Prophet a elevata altitudine".

Discreet Music

Qui il rock non c’entra niente, siamo a uno snodo cruciale della contemporanea del ‘900. Due lunghi brani, uno per facciata. Il più importante è il primo, Discreet Music, morbidi suoni elettronici in lento movimento, che Eno progetta come "colore di sfondo", privo di evidenza, che vada a mescolarsi con i suoni della vita quotidiana.

Il riferimento è Erik Satie e la sua musique d’ameublement. La ambient nasce qui, i mostricini New Age e chill out ne trarranno linfa.

ENO/ROBERT FRIPP: No Pussyfooting

Brian Eno ama definirsi un "non musicista", ma dice solo una parte della verità. In realtà ha capito che i tempi stanno cambiando e che la nuova musica dai ’70 in avanti avrà modi e forme completamente diversi rispetto al passato.

Qui dà un saggio delle sue intuizioni profetiche collaborando con Robert Fripp (in una pausa dei King Crimson) per un album di chitarra trattata e nastri preregistrati. L’effetto è morbido, ipnotico, sul bordo di una ambient music che ancora non si chiama così.

ENO/J. PETER SCHWALM: Drawn From Life

Un viaggio nel mondo sonoro del nuovo millennio in compagnia di un percussionista e dj tedesco che da qualche anno lavora al fianco di Eno.

Lenti archi di tastiere elettroniche, sorde percussioni, dolci drappi melodici; e nude voci che non cantano ma parlano, come un bambino a tavola in Bloom o Laurie Anderson, ospite in Like Pictures.

ENO/DAVID BYRNE: My Life In The Bush Of Ghosts

Eno aveva già lavorato con Byrne, producendo alcune delle canzoni più belle dei Talking Heads. Qui i due si levano da quell’orizzonte e, da soli, realizzano uno dei dischi più influenti di sempre, inventando un taglia-incolla di suoni e rumori che anticipa la stagione dei campionamenti, dei remix, delle riscritture meta-musicali.

Una musica futuristica con radici nel passato remoto, che usa insoliti materiali di base; sermoni, canti di esorcismo, canzoni libanesi o egiziane, dibattiti politici via radio.

Taking Tiger Mountain By Strategy

La formula è la stessa del disco precedente, con un repertorio di livello più elevato; canzoni vagamente surreali, immerse in un paesaggio di morbida elettronica, che ogni tanto mordono nevroticamente o vanno a rifugiarsi in un vago mondo di sogni.

Third Uncle e Burning Airlines le canzoni più fortunate. Phil Manzanera e Robert Wyatt tra gli ospiti in studio.