Without You I’m Nothing

Dopo una lunga e fortunata serie di 45 giri, il gruppo approda al secondo appuntamento, forte dell’esperienza maturata in concerto. Il nuovo batterista Steve Hewitt è al fianco del bassista Stefan Olsdal. L’album, pur nell’immediatezza di riff che odorano di heavy metal, si puntella su un approccio melodico, che emerge nei cantati dell’elfo Molko, ancora più protagonista che in passato. Sotto la guida del produttore Steve Osborne, il trio appronta una prima parte solida e torrenziale, documentata da Pure Morning, Brick Shithouse e Ask For Answers, per poi percorrere il tunnel di una malinconia dannata con la title track, The Crawl, My Sweet Prince e Scared Of Girls, che conducono ineluttabili ad un suono tragico e drammatico. Brian Molko guadagna credibilità negli ambienti rock, prima come ospite sul palco di David Bowie che festeggia 50 anni (con cui registrano una bella versione di Pure Morning), poi con un cammeo nel film Velvet Goldmine, che racconta l’epopea del Glam anni settanta, uno stile che la band contribuisce a rinverdire in un misto di David Bowie prima maniera, Marilyn Manson e Depeche Mode.

Placebo

L’inquieto e giramondo Brian Molko, chitarrista e cantante, trucco pesante, volto minuto e sguardo luciferino, che sul palco ama idolatrare, senza una regola precisa, Robert Smith dei Cure e David Bowie, edifica il gruppo nella periferia sud di Londra nel 1994. Il suono arcigno che mescola new wave, heavy metal, con una spruzzatina di glam dal tocco dark, trova un primo sbocco vincendo la competizione “In The City–Battle Of The Bands”, che porta alla pubblicazione di due singoli, viatico per il contratto che frutta l’album di debutto. Un lavoro che si distingue per efficacia ed immediatezza, dove le molteplici influenze, convogliano in un rock viscerale e chitarristico, con la voce androgina del leader, che esalta i toni cupi e drammatici di Come Home, Bionic, 36 Degrees e Teenage Angst e soprattutto del singolo Top 5 Nancy Boy.

Black Market Music

È l’album più oscuro e teatrale del gruppo, che cambia ancora produttore, fidandosi della collaborazione di Paul Cokett. Brian Molko si addentra nei dubbi e nelle paure del nuovo millennio, incupendo i toni della scrittura, sorretta da voce greve e spiritata e da una chitarra adombrata di sonorità taglienti. I riscontri commerciali sono importanti ed anche la critica apprezza. Taste In Men, Days Before You Came, Special K, Blue American, Slave To The Wage, alternano come in passato, tensione elettrica e passaggi oscuri. Interessanti e riuscite le collaborazioni vocali in alcuni pezzi. In un apparizione al Festival di Sanremo, Molko, sfasciando chitarra e amplificatore, si guadagna un buona razione di fischi e l’ammirazione dei fan italiani.

Sleeping With Ghosts

Perso l’effetto novità, lo stile si fa in parte prevedibile, ma questo non inficia il risultato finale, ancora una volta di buon livello, anche se critica e pubblico avanzano alcune riserve. L’album viene così riedizionato con un appetibile bonus CD, con dieci covers (T. Rex, Depeche Mode, Sinead O’Connor, Kate Bush tra gli altri), che documentano e amplificano le tante influenze del gruppo. I brani originali Bulletproof Cupid, English Summer Rain, Plasticine, Special Needs, confermano invece i Placebo come un perfetto crocevia del rock cupo e multiforme del nuovo millennio.