Blood On The Dance Floor: HIStory In The Mix

I fasti commerciali di Thriller non torneranno mai più e l’ex gallina dalle uova d’oro sembra in crisi creativa. I discografici cercano allora di far quadrare i bilanci con un album che affianca cinque fiacchissimi inediti a otto remix di brani tratti da HIStory e affidati alle cure di deejay come Terry Farley e musicisti come Wyclef Jean dei Fugees. Consigliabile solo a chi già possiede l’intera discografia del cantante.

The Ultimate Collection

Cofanetto antologico (4CD + DVD) contenente cinquantasette brani, suddivisi tra il repertorio dei Jackson 5 e la carriera solista. Nel DVD trovano spazio le immagini di un concerto tenuto a Bucarest nel 1992, durante il quale Jackson, tra effetti speciali e movenze mirabolanti, esegue classici come Thriller, Beat It, Billie Jean e Man In The Mirror. Il box è corredato da un libretto di 64 pagine. 

The Essential Michael Jackson

Doppio album antologico approntato con sospetto tempismo e pubblicato poche settimane dopo il verdetto di assoluzione dall’accusa di molestie sessuali nei confronti di un giovanissimo fan. Trentotto i brani in scaletta, diciannove dei quali giunti al primo posto delle classifiche statunitensi, dai primi grandi successi dei Jackson 5 a ben sette episodi tratti da Thriller. La casa discografica decide di pubblicare in edizione speciale su dual disc i venti singoli più famosi. Battezzata Visionary – The Video Singles, la raccolta si compone di pubblicazioni periodiche di hit come Don’t Stop ‘Til You Get Enough, Bad, Billie Jean, Beat It, The Way You Make Me Feel, Black Or White e altri ancora. La tecnologia dual disc consente di avere sul lato audio la versione originale o quella radiofonica del brano, oltre a versioni remix, mentre il lato dvd presenta il relativo videoclip e la confezione digipack riproduce la copertina originale. 

Thriller

Uno dei più grandi successi commerciali della storia della musica con oltre cinquanta milioni di copie vendute. Da The Girl Is Mine (incisa assieme a Paul McCartney) a Human Nature (più tardi ripresa da Miles Davis), dalla title track all’indiavolata Wanna Be Startin’ Something, ogni canzone è un potenziale hit single. Confermato nel ruolo di produttore, Quincy Jones dirige una squadra di session men di primo piano, tutti al servizio di colui che, fino all’avvento di Madonna, diventerà la stella più luminosa del pop mondiale. Beat It e Billie Jean vanno dritte al primo posto in classifica e Jacko, complice uno stile di vita a metà tra Rockfeller e Peter Pan, inizia a perdere contatto con la realtà. Ristampato su CD in edizione ampliata in occasione del venticinquennale dell’uscita. 

Bad

Le premesse sono le stesse di Thriller: Quincy Jones in cabina di regia, un pugno di canzoni perfette (I Just Can’t Stop Loving You, Man In The Mirror, Dirty Diana, Smooth Criminal) e un ospite di lusso con cui duettare (stavolta è Stevie Wonder, all’opera in Just Good Friends). Però il risultato è meno convincente, complici diversi brani che non lasciano traccia uniti alla sgradevole senzazione che Jackson, talvolta, si sia affidato al mestiere e non al suo grande talento.

Jackson Michael

L’album più venduto di tutti i tempi è solo uno dei molti primati di Michael Jackson (1958-2009). “Jacko” (uno dei suoi tanti soprannomi) è ancora uno degli artisti più amati dal pubblico, come dimostra l’ondata di cordoglio sollevata dalla sua improvvisa scomparsa. 

Settimo figlio della famiglia Jackson, Michael esordisce insieme ai fratelli nei Jackson 5. I primi dischi da solista non lasciano il segno, ma a partire dal 1979 con Off The Wall – complice anche il tandem con Quincy Jones – si afferma come superstar mondiale della musica pop. Negli anni ’80, quando spopola con Thriller, si conquista di diritto il titolo di “Re del Pop”.

Oltre che cantante e showman, è un eccezionale ballerino, capace di inventare passi di danza come il moonwalk, la celebre “camminata lunare”. Infatti le coreografie sono un pezzo forte dei suoi videoclip, strumento che è tra i primi a sfruttare a livello promozionale e per diffondere la propria immagine. 

Negli anni ’90, mentre la sua vena creativa perde smalto, le pesanti accuse di molestie sessuali e pedofilia, da cui comunque sarà prosciolto, proiettano una pesante ombra sul suo personaggio. 

Jackson progettava un ritorno in grande stile con un grande tour, uno spettacolo intitolato This Is It di cui il film omonimo mostra le prove ma che non è mai andato in scena. Della sua morte è ritenuto responsabile il suo medico personale, tuttora sotto processo. 

 

Dangerous

Jackson flirta con l’hip hop e sacrifica la melodia in favore del ritmo, affidando a Teddy Riley il ruolo di produttore principale di un album privo di momenti memorabili. Il riff di chitarra di Black Or White non fa rivivere i fasti di Beat It e Heal The World prova, senza riuscirci, a riproporre le suggestioni di Human Nature. Come se non bastasse, Al Bano ascolta Will You Be There e la trova un po’ troppo somigliante alla sua I cigni di Balaka. Il cantante pugliese sporge denuncia per plagio e il giudice gli darà ragione.

Off The Wall

Dopo aver recitato il ruolo di bambino prodigio nei Jackson 5 e aver pubblicato alcuni album solisti limitandosi a mettere in mostra la sua bella voce e lasciando ai produttori della Motown il compito di confezionare un prodotto finale appetibile per il mercato, il ventunenne Jackson prende in mano per la prima volta le redini della propria carriera. Prodotto da Quincy Jones, quest’album mescola pop, rhythm&blues e disco music, con l’inconfondibile voce del cantante spesso e volentieri lanciata in un acrobatico falsetto. Scritta insieme a Stevie Wonder, I Can’t Help It è una delle canzoni migliori del disco assieme a Don’t Stop ‘Til You Get Enough, primo grande hit del Jackson solista.

HIStory: Past, Present And Future — Book 1

Un’antologia con moltissimi inediti che propone l’impietoso paragone fra il luminoso passato e l’incerto presente di un artista ormai abituato a far parlare di sé quasi solo per ragioni extramusicali. In They Don’t Care About Us il re del pop sfodera la grinta a lungo sopita ma la tragicomica cover della beatlesiana Come Together riporta bruscamente l’ascoltatore con i piedi per terra.