Zaireeka

I 4 CD contengono parti diverse delle stesse otto canzoni, imparentate per stile con quelle di The Soft Bulletin. I dischi si dovrebbero ascoltare contemporaneamente con quattro apparecchi in sincronia perfetta per avere il quadro completo, e allo stesso tempo ciascuno è mixato per suonare in modo autosufficiente. Siccome la prima ipotesi è improbabile, le sfasature tra i dischi e la riproduzione parziale moltiplicano le possibilità di ascolto e cognizione dell’opera da parte di chi ne fruisce (un album interattivo, da questo punto di vista).

Zeit

Manca la costruzione musicale tipica dell’elettronica moderna, ci sono però le premesse per quanto riguarda creatività e innovazione. Rispetto ai due lavori precedenti manca però quel vento di novità che rende i Tangerine Dream icone del sound definito dai critici space music.

Zen Arcade

Per sancire definitivamente il superamento artistico dei canoni dell’hardcore (che all’inizio erano i canoni della stessa band), Mould, Hart e Norton incidono alla loro solita maniera un doppio LP di oltre venti tracce, chiuso da uno strumentale improvvisato di un quarto d’ora intitolato Reoccurring Dreams, che culmina in un lunghissimo minuto di feedback. Il concept originario, sviluppato in sottofondo, era un appassionante racconto lirico di formazione legato alle difficoltà dell’adolescenza. Non tutto è hardcore ma gli sconquassi sonori di Pride, Beyond the Treshold o I’ll Never Forget You sono altrettanto esplosivi, perfino metallici; e non c’è più solo il puro punk nelle vibrazioni dell’anima che regalano Something I Learned Today, Broken Home, Broken Heart e Chartered Trips nei loro spasimi barbaramente accelerati; e siamo oltre l’hardcore, ma il caparbio power pop di The Biggest Lie, Somewhere o Pink Turns to Blue possiede eguale forza interiore. Si aggiunge poi un’ulteriore serie di episodi musicali di vario genere in cui, tra tempestoso rock&roll, sperimentazioni e intermezzi pianistici, non manca neppure una smagliante folk song come Never Talking to You Again

 

Zenyatta Mondatta

Il disco della maturità dei Police e del perfetto affiatamento raggiunto tra i tre musicisti: Sting soprattutto dimostra una vena più matura ed evoluta rispetto al reggae-punk dei primi tempi. Un po’ come facevano i Creedence, anche i Police riescono a scrivere grandi canzoni a 45 giri, abbastanza per farne un album: qui ci sono Don’t Stand So Close To Me e De Do DoDo ma anche il resto del disco è di eccellente livello.

Zero

Elettronica, melodia e testi che sfiorano il nonsense. La formula non cambia e nemmeno il risultato finale. David Bowie, uno degli evidenti punti di riferimento del gruppo, viene omaggiato con una cover di Always Crashing In The Same Car.