Zighidà

Dopo aver affrontato il palco del Teatro Ariston con l’ironica Abbiamo vinto il Festival di Sanremo, gli Statuto pubblicano il primo album per un major, registrato con la collaborazione di Gianni Maroccolo, già bassista dei Litfiba. La loro proposta non cambia: uno ska venato di pop che invita a ballare senza smettere del tutto di pensare.

Vacanze

Primo gruppo a suonare ska cantato in italiano, i torinesi Statuto nascono nell’omonima piazza del capoluogo piemontese per diffondere la cultura mod. Il loro debutto sulla lunga distanza avviene con un album dalla gradevolissima vena pop, caratterizzato da testi che raccontano storie di vita vissuta.

Tempi moderni

Il boom del Britpop ha lasciato il segno in chi, come Oskar e i suoi compagni, ha sempre amato il pop chitarristico proveniente da Oltremanica. Gli Oasis sono il principale modello di riferimento di un disco ben riuscito le cui sonorità verranno però ben presto abbandonate dalla band per un ritorno in territorio ska.

I campioni siamo noi

Eccellente band da singolo, gli Statuto impreziosiscono la raccolta dedicata ai primi vent’anni della loro carriera con una nuova versione di Abbiamo vinto il Festival di Sanremo, con una registrazione live di Io Dio (singolo pubblicato agli esordi) e sopratutto con l’inedita I campioni siamo noi, bella e commovente canzone dedicata agli operai della Fiat, i cui diritti Siae vengono destinati al fondo per i lavoratori cassintegrati o licenziati. I 22 brani di questa antologia raccontano il meglio della carriera di un gruppo pop nel senso migliore del termine: dall’amara Solo tu solo tu alla quasi boccaccesca Saluti dal mare, dalla splendida melodia di Se stiamo in tre al ritratto urbano di Ghetto.

RiSKAtto

Gli Statuto tornano al loro primo amore con un album di cover in italiano di grandi classici dello ska revival britannico di fine anni Settanta-inizio anni Ottanta. My Girl dei Madness diventa Non cambiare mai, mentre Lip Up Fatty dei Bad Manners si trasforma in Rita smettila. La band si diverte e fa divertire, infilando in chiusura di scaletta la splendida Grande, scritta da Giammarinaro assieme al giornalista sportivo Giampaolo Ormezzano e dedicata al Grande Torino e alla sua tragica fine nella sciagura aerea di Superga.

È tornato Garibaldi

Nell’Italia di Tangentopoli e della protesta leghista, il cantante Oskar Giammarinaro auspica il ritorno dell’eroe dei Due Mondi per mettere le cose a posto e non rinuncia a dire la sua, spesso in maniera arguta, su altri problemi che affliggono il Paese. Raro esempio di pop «consapevole», la musica degli Statuto diverte con la sua miscela di ska, soul e beat.

Il migliore dei mondi possibili

Sorta di concept album ispirato all’omonimo libro scritto da Oskar per raccontare le sue storie di mod, il disco è esso stesso un racconto in musica di vicende legate a un movimento attivo e vitale. Alcuni momenti sottotono sono decisamente compensati dalla brillantezza di brani come Sole mare, racconto di una vacanza sulla riviera romagnola tra sfighe assortite e l’onnipresente Vamos a la playa dei Righeira, presenti in un simpatico cammeo.

Senza di lei

La splendida title-track è il brano migliore di un album che ripropone le sonorità del suo predecessore, con un occhio al beat e una sezione fiati che colora canzoni in apparenza spensierate ma in realtà animate da una forte consapevolezza sociale.

Canzonissime

Intitolati come quelli di celeberrime canzoni italiane, i brani contenuti in quest’album sono in realtà originali. Il cielo in una stanza parla della difficile situazione carceraria mentre l’inno Pugni chiusi, con il suo invito a non cedere ai compromessi, ben rappresenta l’atteggiamento tenuto dalla band in oltre vent’anni di onorata carriera.