AFRIKA BAMBAATAA&THE FAMILY: Beware (The Funky Is Everywhere)

Un disco sovraccarico di soluzioni kitsch, ma ancora ascrivibile al periodo migliore del signor Kevin Donovan, classe 1960. Storica la cover di Kick Out The Jams degli MC5, che con Rock America segna una marcata attenzione verso il mondo delle chitarre. Bambaataa’s Theme si basa sul tema del film Distretto 13 — Le brigate della morte.

Looking For The Perfect Beat: 1980-1985

Dopo aver partecipato all’unico album, omonimo, del combo Hydraulic Funk (Strictly Hype, 2000 &Stelle=2;), Bambaataa trova finalmente giustizia discografica in una raccolta che ne immortala il periodo migliore. Oltre a Jazzy Sensation, Planet Rock e Looking For The Perfect Beat, brilla l’incontro con James Brown di Unity Pt.1, che su singolo ebbe nel 1984 grande successo. Unica grave pecca, l’assenza della World Destruction realizzata con Lydon nel 1984.

AFRIKA BAMBAATAA&THE SOULSONIC FORCE: Lost Generation

Il rilancio del marchio si spiega con il tentativo di riportare in auge il vecchio successo con il titolo di Planet Rock ’96, ma i tempi d’oro sono lontani. AFRIKA BAMBAATAA PRESENTS TIME ZONE: Warlock & Witches, Computer Chips, Microphones And You (Profile, 1996). Ritorna il marchio Time Zone, che oltre dieci anni prima Bambaataa condivideva con John Lydon, e il suono si riporta in zona hip hop, con l’intervento di giovani rapper, tra cui primeggia la giovane Queen Asia.

This Is Time Zone riprende il famoso singolo, con l’aggiunta di una sezione fiati. Confrontate alle produzioni del periodo, tuttavia, le basi non sono competitive quanto il personaggio Bambaataa, a ragione riconosciuto come figura-chiave per la nascita e lo sviluppo del movimento.