…And The Circus Leaves Town

Alfredo Hernandez sostituisce Bjork alla batteria. È l’ultimo atto, dopo il quale inizia la diaspora che dà origine agli Unida di John Garcia e ai Queens Of The Stone Age di Josh Homme e dell’ex bassista Nick Oliveri. Ma Hurricane e One Inch Man sono all’altezza dei migliori Kyuss.

Blues For The Red Sun

Come altre formazioni americane nate in zone desertiche (i Giant Sand, i Meat Puppets, i Thin White Rope), i Kyuss ne traggono ispirazione (il titolo si riferisce proprio al sole del deserto). Quello che però li differenzia è lo spessore concreto dei loro viaggi in acido. Passati indenni attraverso il vortice aspirante del fuzz di Thumb, dove l’hard anni ’70 diventa un relitto spaziale, si è pronti per farsi investire dal macigno Green Machine, in cui l’ottundimento da ripetizione del riff che fa da gancio trainante è pari alla ritmicità ipnotica e dirompente dello stesso. Dopo, sono altri trip pesanti: Molten Universe, 50 Million Year Trip (Uspide Down), fino a Mondo Generator. Heavy rock, heavy blues (Thong Song), heavy psych, heavy metal. L’eccellenza di uno stile che si distingue da tutti e per cui è già nell’aria una definizione: stoner rock, o, più semplicemente, stoner.

Kyuss (Welcome To Sky Valley)

Due le novità, il cambio di casa discografia, dovuto al collasso della Dalì, e la presenza al basso di Scott Reeder. Non è nuovo il suono, di impianto monolitico rivolto sempre più all’indietro e al passato. Muri di elettricità gonfiata e lavorata per dare il massimo della potenza: l’abbassamento e la saturazione del suono della chitarra, in un concorso di amplificazione, accordatura, effetti, ne sono i presupposti. L’album è come una suite unica suddivisa in grandi movimenti dove si picchia duro (Gardenia, Odissey) o si cercano territori diversi (Space Cadet). Demon Cleaner, divenuta anche singolo, è canzone rocciosamente subliminale.

Wretch

I Kyuss si formano ai margini del deserto della California del Sud (a Palm Desert). John Garcia (voce), Joshua Homme (chitarra), Brant Bjork (batteria) realizzano il provvisorio Sons Of Kyuss, prima di spostarsi a Los Angeles e sfornare il loro vero esordio. I tre e il bassista Nick Oliveri, l’ultimo arrivato, sono i campioni di un particolare hard rock, arroventato, sabbioso, con la licenza di aprirsi in lanci visionari e di tensione psichedelica.