Exit

Riconquistata dal pop? Apparentemente sì. Più serena e ben disposta del solito, coglie anche l’occasione di affacciarsi nella "heavy rotation" della videomusica grazie al duetto con Skye Edwards dei Morcheeba in Open Your Eyes.

Comincia anche a collaborare con l’aspirante erede di Battiato, Morgan dei Bluvertigo.

Watermark

Primo grande successo della cantante irlandese, contiene l’hit single Orinoco Flow. La musica tradizionale celtica è solo l’ingrediente base di un disco che, spesso e volentieri, si spinge in territori New Age.

Musica sospesa tra tecnologia e classicismo, come nella conclusiva Na Laetha Geal M’Oige, brano in cui i suoni delle cornamuse irlandesi di Davy Spillane si adagiano su un etereo tappeto elettronico.

L’uomo occidentale

Gran varietà di ritmi e tributi (Elvis, John Lee Hooker, Bob Marley, Renato Carosone), testi che ogni tanto sanno di lezioncina, ispirati dalla guerra in Iraq.

I risultati migliori li ottiene quando non ha paura di andare sopra le righe (“Sono l’uomo occidentale e per quanto mi riguarda voglio a tutti molto bene”), i peggiori quando mette in guardia da “tutti quei santoni che parlano, parlano e vendono solo fumo”. Perché un po’ santone lo è anche lui, e il suo contributo a vendere telefonini lo ha ben dato.

Bonno Soku Bodai

Dopo anni di oblio Alan Sorrenti torna a sorpresa presentando nel giro di pochi mesi un brano a Sanremo (Come per miracolo, che giunge ultimissima) e un LP di ispirazione buddista. Il disco ha una sua trasognata generosità, ma Alan è ancora al bando dal salotto buono della musica italiana (dove pure sta parecchia gentaglia). Lui stesso non lo promuove con troppa convinzione, e il disco naufraga in silenzio

Shepherd Moons

Enya decide di andare sul sicuro e lascia sostanzialmente invariata la formula vincente di Watermark, iniziando a provocare sbadigli che, con il progredire della sua carriera, diverranno sempre più frequenti. Stavolta il brano di successo è il valzer intitolato Caribbean Blue.

Charade

Dopo un lungo silenzio, un disco che le porta una nuova casa discografica, un nuovo sodalizio (con il chitarrista Trey Gunn dei King Crimson), e un sottile equilibrio tra sperimentazione e acustica, tra ritmiche dance e arrangiamenti in stile vecchia Europa.

The Memory Of Trees

Più New Age che tradizioni irlandesi nell’ennesimo grande successo di un’artista la cui musica rinuncia alle emozioni e privilegia la cura maniacale dei dettagli.

Nonostante canzoni noiosissime, Enya continua a convincere sia il pubblico alla ricerca di suggestioni New Age sia gli amanti della musica tradizionale irlandese, qui proposta in una versione pesantemente edulcorata.