By Your Side

I cinque musicisti vestiti di bianco, illuminati di blu in un paesaggio notturno irreale e pieno di luci, capeggiano sulla copertina, di quello che per molti — non a torto — è l’album più bello e maturo del gruppo. Nuovo contratto e nuovo produttore (Kevin Shirley), ma la formula vincente resta immutata.

L’apertura di Go Faster è un R’n’B dinamico sostenuto da incroci di chitarre (tutte ad opera di Rich, a causa delle dimissioni di Marc Ford) e da un’armonica che taglia l’aria, ancora energia con il doppio riff di Kickin’ My Heart Around. La title track è un mid time dormiente che sviluppa vapori lisergici, concreto esempio di come il R’n’R sia ancora una musica giovane se a suonarla sono campioni come i BC.

Ed ancora il riff di HorseHead, il fraseggio sudista di Only A Fool e Heavy, accompagnati da una tastiera corposa. Un disco bellissimo e senza pause, che seduce nella ballata Welcome To The Goodtimes, con la voce di Chris a farla da padrone, con lo stesso carisma del primo Mick Jagger e con i fiati della Dirty Dozen Brass Band ad ingigantirne la bellezza.

La prima edizione del CD contiene due brani in più, dove spicca la versione live di Twice As Hard. La nuova casa discografica ristampa i vecchi album con varie bonus track.

The Southern Harmony And Musical Companion

Investito del ruolo di salvatore della tradizione southern rock, per la copertina di questo album, il gruppo si fa ritrarre alla maniera dei primi Allman Brothers Band, di cui vengono subito definiti gli eredi. L’album debutta al primo posto e fa conoscere la band anche in Europa.

Senza apportare la minima variazione ad un suono rispettoso del passato, ricco di feeling e dominato da solide chitarre e dalle interpretazioni vocali del bravissimo Chris Robinson, il disco (sempre prodotto da George Drakoulias) poggia su una serie di canzoni memorabili, l’iniziale Sting Me, la ballata Thorn In My Pride, i rock acidi di Black Moon Creeping e No Speak, No Slave, fino all’hit mondiale Remedy, senza dimenticare la convinta rilettura di Time Will Tell di Bob Marley.

Il tempo confermerà le intuizioni iniziali: è uno dei dischi più belli ed importanti del decennio.

Three Snakes And One Charme

Immediato riscatto con un album stupendo, che in meno di 50 minuti offre dodici canzoni impeccabili, tutte firmate dai fratelli Robinson, coppia inossidabile che celebra il southern rock in Under A Mountain e Nebakanezer, l’hard rock spruzzato di funky di (Only) Halfway To Everywhere, il Soul con l’andatura notturna di Bring On, Bring On, omaggia il country nei suoni rurali di One Mirror Too Many e Girl From A Pawnshop.

Buona la produzione di Jack Joseph Puig, secondo molti, colpevole del mezzo passo falso dell’album precedente.

Live At The Greek

Scaricati dalla Columbia dopo un solo album, i Corvi Neri trasformano il momento negativo in un occasione per suonare in assoluta libertà, organizzando così alcuni concerti. In uno di questi li raggiunge Jimmy Page, chitarrista degli storici Led Zeppelin, con il quale improvvisano qualche brano.

Nasce così l’idea di suonare insieme il repertorio dei Led Zeppelin. Inizialmente solo per qualche data, ma la richiesta è così grande che è necessario edificare un vero e proprio tour itinerante. L’emozione è altissima e il risultato strabiliante, con sei musicisti che suonano al meglio delle loro capacità, davanti ad uno dei loro idoli.

Reperibile inizialmente solo attraverso internet e sul sito del gruppo, è un album monumentale, che privilegia il repertorio dei Led Zeppelin e una serie di magnifiche cover. Il punto più alto è sicuramente l’esecuzione accorata del classico Ten Years Gone.

Black Crowes

Non Disponibile

Guidato dai fratelli Robinson (il cantante Chris, e il chitarrista Rich), il gruppo muove i primi passi nel 1984 ad Atlanta in Georgia, come Mr. Crowe’s Garden, fino al 1988 quando assume il nome definitivo.

Il debutto arriva grazie all’interesse di Rick Rubin, audace discografico che diventerà un punto di riferimento per tutto il rock americano degli anni ’90 con la sua etichetta Def American.

In piena epoca crossover, i BC suonano invece un rock del tutto demodé, che pesca alla tradizione country, con innesti di hard rock, gospel, southern rock e soul.

Lions

È l’album più solido e classicamente hard rock del gruppo, anche grazie alla produzione secca di Don Was, che non intacca però lo spirito sudista delle canzoni.

Nonostante uno spiegamento di chitarre sovraincise, canzoni come Lickin’, Midnight From The Inside Out, Cypress Tree, continuano a regalare i brividi del rock caldo e passionale degli esordi, per non parlare delle due straordinarie ballate Soul Singing e soprattutto Miracle To Me e del girotondo country rock di Cosmic Friend.

Amorica

Il succinto triangolino di stoffa a mo’ di bandiera americana che copre un invitante pube di ragazza di colore, consegnerà la copertina di questo album alla storia e subirà i tagli della censura. I contenuti non sono così intriganti, anche perché la band si lancia generosamente in tour senza sosta, proprio come i grandi predecessori da cui hanno raccolto il testimone.

Il southern rock è sempre al centro di energici rock e lisergiche ballate, come testimoniato da Wiser Time, High Head Blues e la bellissima Cursed Diamond.