La torre di Babele

Un disco che cerca un amalgama, senza trovarlo. La rilettura dissacrante delle umane miserie diviene un po’ scolastica (Viva la guerra, La torre di Babele), gli esperimenti musicali aumentano (Fandango, Ma chi è), e il Bennato più ispirato e corrosivo fa la sua comparsa solo in Franz è il mio nome e nella notissima, velenosissima Cantautore.