154

Copertina (che elimina tutti i residui di figurazione: linee e colori puri contro la bandiera rosa su sfondo piatto e neutrale), titolo (il numero di concerti effettuati sino a allora) e soluzioni sonore (più ricche e calibrate con tastiere, viole, violini, un corno inglese): il capolavoro dei Wire. Brani che conciliano premura e esperienza (I Should Have Known Better, Two People In A Room), il lato nervoso e quello cattedratico. Un passo di più verso l’astrattismo (e con quale cupezza) che concerne persino il pop sintetico ovoidale di The 15th. Concettuali controcorrente in piena anarchia punk, gli inglesi tiravano già la volata a tutta la new wave. Ristampa EMI come per i primi due LP (in questo caso sono cinque le tracce in più).

WIR: The First Letter

La “e” viene tolta per la defezione di Gotobed, così che Newman, Gilbert e Lewis si firmano Wir, onorando un patto che imponeva di cambiare nome se fosse venuto a mancare uno del complesso. The First Letter risolleva un po’ morale e quotazioni ma di lì a poco avviene il secondo scioglimento.

Manscape

Gotobed viene esautorato dall’uso della batteria elettronica. Manscape è l’album che molti considerano il più fiacco dei Wire. Contiene Torch It!

It’s Beginning To And Back Again

Newman, Lewis, Gilbert e Gotobed provano nuove procedure. Eardrum e le altre canzoni sono il frutto di un lavoro su tracce musicali registrate in concerto. Incluso nel CD è In Vivo, uno dei tanti singoli editi nel frattempo da dei Wire impegnati anche nelle carriere soliste.

Pink Flag

Rinfacciano a Colin Newman (voce, tastiere, chitarra), Bruce Gilbert (chitarra), Graham Lewis (basso) e Robert Gotobed (batteria) di essere troppo stagionati per il punk. Ma il loro transistor è su un canale satellite. La calda rotativa sforna a getto continuo ciclostili di purismo rock tra il cui nucleo e l’esterno vorticano riff-protoni e melodie-elettroni. Ermetiche. Geometrie che si co(i)nseguono senza (apparente) soluzione di continuità, fra linee monodimensionali (Straight Line, Brazil), rettangolo (3 Girl Rumba), romboide (Reuters), ellissi (Pink Flag). Pink Flag si chiude anche con un botto logistico: è il trapezismo sonico di 12 X U. Punk minimalista ad altissimi giri e migliore dei ventuno brani (ventitré nella ristampa). Capaci come nessuno di sistemare tre accordi dentro uno spazio euclideo.

Send

I Wire versione 3.1 sono i più convinti da anni: schiumano di tensione creativa. Send, che raccoglie anche canzoni dei due mini CD, è un disco che affronta con decisione il rock elettronico (ai limiti di un punk aerospaziale) mettendo insieme dinamismo e voglia di sperimentare, di collaudarsi di nuovo dopo un quarto di secolo. Non è poco.