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Copertina (che elimina tutti i residui di figurazione: linee e colori puri contro la bandiera rosa su sfondo piatto e neutrale), titolo (il numero di concerti effettuati sino a allora) e soluzioni sonore (più ricche e calibrate con tastiere, viole, violini, un corno inglese): il capolavoro dei Wire. Brani che conciliano premura e esperienza (I Should Have Known Better, Two People In A Room), il lato nervoso e quello cattedratico. Un passo di più verso l’astrattismo (e con quale cupezza) che concerne persino il pop sintetico ovoidale di The 15th. Concettuali controcorrente in piena anarchia punk, gli inglesi tiravano già la volata a tutta la new wave. Ristampa EMI come per i primi due LP (in questo caso sono cinque le tracce in più).