United States Live I-IV

Il successo dei primi due album consente all’artista di pubblicare un estratto, per quanto ponderoso, di uno show di otto ore che riunisce molte canzoni del repertorio già noto e altri dialoghi, sogni, invenzioni sempre sul filo di cronaca e fantasia. Laurie è sola, con il suo violino, le sue macchine e le mille voci “indossate come una mannequin”; una meraviglia, anche se il disco per forza condiziona e limita la formidabile energia dello spettacolo live.

Strange Angels

Un’opera a torto trascurata, profonda ed elegante. Canzoni moderne, con sofisticate scenografie elettroniche, che affascinano anche senza più lo stimolo della sorpresa. Laurie sceglie la via dell’ensemble, scegliendosi ottimi collaboratori: fra tutti Arto Lindsay, Joey Baron e quel Bobby McFerrin che anima The Dream Before, storia di Hansel e Gretel ai giorni nostri dedicata a Walter Benjamin.

Mr. Heartbreak

Uno dei più bei dischi degli anni ’80. Laurie Anderson continua a essere la surreale burattinaia della prima volta, che muove i fili di un suo teatro dei pupi ipertecnologico, ma con felice scelta si apre ad altri contributi: le chitarre di Adrian Belew e Nile Rodgers, la voce di William Burroughs, il basso di Bill Laswell. Nel cast anche Peter Gabriel, coautore di Excellent Birds.

Big Science

Laurie Anderson debutta su album a 35 anni, dopo oltre un decennio di carbonare performance per strada o in gallerie d’arte, e brani sparsi per etichette indipendenti. Da qualche tempo è in auge per un curioso 45 giri, O Superman, ispirato a Jules Massenet, che con soffici modi electro pop ha incantato il grande pubblico, spingendosi fino al n. 2 delle classifiche britanniche. Il brano è naturalmente la chiave dell’album, che introduce al pubblico una nuova, sorprendente idea di “avanguardia”: una minimale musica elettronica su cui galleggiano lunatiche storie fra cronaca e fantasia, cinema e letteratura, con un gusto sospeso fra sperimentalismo e pop.

The Ugly One With The Jewels And Other Stories

A soli cinque mesi di distanza da Bright Red, esce in Europa questo live con alcuni monologhi tratti dal nuovo spettacolo dell’artista, Stories From The Nerve Bible. Sono nuove “fiabe per adulti” della Anderson, racconti di viaggio, sogni, sguardi paradossali alla realtà, con un gusto marcato per il racconto vocale e un accompagnamento musicale sfuggente, lieve gioco d’ombre. Divertente ma solo per completisti.

Home Of The Brave

Mr. Heartbreak va in tour e lo spettacolo viene ripreso e trattato in studio per un film musicale tra i più belli di sempre. Animazione elettronica e cinema, canzoni e storie recitate, chitarre rock, esotismi giapponesi; e un memorabile passo di danza di Burroughs con la protagonista. Laurie si alterna: monologhi voce-synclavier e “canzoni” con una tosta band in cui spicca Adrian Belew.

Bright Red/Tightrope

Dopo un lungo periodo di incertezza, Laurie Anderson riappare con un album inquieto, cupo, senza più il trasognato divertimento delle prime opere. Prodotto da Brian Eno, con musicisti dell’ultra jazz nuovayorkese (Lindsay, Greg Cohen, Cyro Baptista), il disco è diviso in due parti, “Bright Red” e “Tightrope”. Fra i brani, una Night In Bagdad ispirata alla Guerra del Golfo e In My Sleep, prima collaborazione della Anderson con il suo nuovo compagno di vita, Lou Reed.

Life On A String

Altra lunga pausa (sette anni) e poi un album minimale e malinconico, dove le storie fantastiche hanno reso celebre l’artista hanno un ruolo marginale e prevalgono piuttosto i momenti di riflessione, come il bilancio autobiografico di Life On A String e lo straziante omaggio al padre morente di Slip Away. Prodotto da Hal Willner, con cameo di Bill Frisell, Greg Cohen, Lou Reed e uno stravagante mini musical di Van Dyke Parks (Dark Angel).

Live At Town Hall, New York City

Il nuovo tour della Anderson dovrebbe essere una trasposizione scenica di Life On A String ma a metà strada cade l’attentato delle Torri Gemelle e l’artista cambia scaletta, inserendo vecchie canzoni (anche da United States, anche O Superman) e proponendole a New York una settimana dopo la tragedia. Uno show “basato sull’assoluto presente”, teso e commosso, con lo stringato trio di Skuli Sverrsson, Jim Black, Peter Scherer.