Hard Rope & Silken Twine

Poco meglio vanno le cose nell’album di commiato di Heron e Williamson, poi protagonisti (soprattutto il secondo) di dignitose carriere soliste: Robin il bardo celtico firma qualche bella ballata (e in Dreams Of No Return si riaffaccia il sitar), ma a restare nelle orecchie è soprattutto Ithkos, ambiziosa suite al crocevia tra folk, hard rock, progressive e tentazioni sinfoniche.

The Incredible String Band

Mike Heron e Robin Williamson, qui in trio con il banjoista Clive Palmer, sono due hippie giramondo amanti del rock, della tradizione angloamericana e della “world music”, ma tutt’altro che dei puristi: lo si intuisce già in questo debutto ancora acerbo, dove il folk inglese e il bluegrass americano si tingono a tratti di di fluorescenti colori psichedelici (Smoke Shovelling Song) e danno il la alla scrittura di ballate eteree e profondamente originali (October Song di Williamson, lodata anche da Bob Dylan).

The Chelsea Sessions 1967

L’etichetta fondata da Williamson scoperchia un piatto stuzzicante per i fan: tredici provini di canzoni poi finite, in parte, su 5,000 Spirits ma anche su Wee Tam & The Big Huge. C’è un Williamson in solitaria alle prese con la classica First Girl I Loved, ma anche pezzi resi celebri da altri interpreti del giro folk: la spettrale God Dog poi incisa da Shirley Collins e l’elegante Lover Man, che Heron donò ad Al Stewart per il suo primo album.

Liquid Acrobat As Regards The Air

Col cambio di etichetta, l’acustica orchestra di Heron e Williamson volta pagina e attacca la spina: Dear Old Battlefield, scandita dalle chitarre elettriche e dalla batteria di Gerry Conway, ricorda gli Steeleye Span, Painted Chariot addirittura i Traffic, mentre Worlds They Rise And Fall è un Cat Stevens in preda all’acido. C’è tempo persino per un reggae (Adam And Eve), prima che la ISB dei bei tempi andati faccia capolino nella seconda parte del disco, tra le corali di Here Till Here Is There e i flauti medievaleggianti della composita Darling Belle.

Nebulous Nearness

Ripresa stabilmente l’attività in gruppo (nei concerti dell’anno precedente si erano presentati in pubblico come Incrediblestringband2003) Heron e Clive Palmer, accompagnati dai nuovi sodali Fluff e Dando Lawson e da due turnisti, ripropongono “dal vivo in studio” davanti a una piccola platea radunata negli studi Real World di Peter Gabriel il loro show revival zeppo di classici rivisitati con una certa fedeltà agli originali (Water Song, How Happy I Am, Ducks In A Pond, la suite A Cellular Song: quest’ultima però ricostruita artificialmente pezzo per pezzo). Curioso: ma stavolta Williamson non c’è e la sua assenza rende il tutto poco credibile)

The 5,000 Spirits Or The Layers Of The Onion

Sotto l’ala protettiva di Joe Boyd, talent scout americano trapiantato a Londra, i due scozzesi mettono a soqquadro le stanze austere della musica tradizionale inglese. Più che di dopolavoro alcoolici, il loro stralunato hippie-folk profuma di hashish e di patchouli, esoterismo ed esotismo (sitar, oud e timbri, strumenti “indiani e marocchini, arricchiscono il variopinto corredo strumentale di chitarre, flauti e percussioni in bozzetti acustici e lisergici, sballati e gentili come Chinese White e Painting Box). Heron confeziona l’irresistibile favoletta country-psichedelica di The Hedgehog’s Song, Williamson dedica un blues all’insonnia, cita Dylan (Way Back In The 1960’s) e sforna una delicatissima, quasi impalpabile canzone d’amore (First Girl I Loved).

Bloomsbury 2000

La reunion londinese per una serie di concerti sold out (testimoniata da un CD pubblicato in tiratura limitata) non delude le aspettative. Accanto a Heron e Williamson c’è anche il redivivo Clive Palmer (che si esibisce anche come voce solista); scaletta ed esecuzioni dimostrano che la band non vuole indulgere più di tanto nella nostalgia (c’è un pezzo nuovo, Big City Blues, e classici antichi come October Song e Waltz Of The New Moon suonano tutt’altro che didascalici).

First Girl I Loved — Live in Canada

Nessuna indicazione su luoghi e date dei concerti, che paiono comunque risalire principalmente al tardo 1972. Oltre all’occasione di ascoltare in versione dal vivo il tour de force di Ithkos, il repertorio offre qualche curiosità, tra un ragtime di Scott Joplin, un intermezzo jazz per mandolino e clarinetto e un frammento di teatro in musica condotto da LeMaistre (Giles Crocodile).