The Low End Theory

Il suono è più notturno e compatto, frutto di un’esplicita frequentazione jazz, ma la freschezza intatta. Le basi sono esemplari, con i campioni da computer (spassoso l’estratto di Let’s Take To The People dei Funkadelic che gira nel ritornello di Everything Is Fair) supportati dal basso suonato in studio da J. Ron Carter. Chiude il disco il capolavoro del trio, Scenario, un manuale sonante di creatività lirica applicata a un istinto funky da fuoriclasse, cui contribuisce l’illustre ospite Busta Rhymes.

The Love Movement

L’avventura è agli sgoccioli, e si sente. A tenere in piedi la baracca provano anche gli ospiti, mai così numerosi nei dischi precedenti: ma Busta Rhymes, Redman, Mos Def e Noreaga non riescono nel miracolo. Il secondo CD è composto da remix inediti. Non stupisce che all’uscita dell’album si accompagni la notizia dello scioglimento del gruppo. In ambito solista, meritano attenzione l’esordio di Q-Tip con Amplified (Arista, 1999) e la scelta indipendente di Phife Dawg con Ventilation: Da LP (Groove Attack, 2000).

People’s Instinctive Travels And The Paths Of Rhythm

L’esordio a 33 giri entusiasma critica e pubblico: la sceneggiatura spaghetti western di I Left My Wallet In El Segundo, il sex appeal di Bonita Applebum e la beffarda Luck Of Lucien iscrivono il gruppo al registro dei grandi innovatori del rap americano. Jarobi lascia subito dopo la pubblicazione; A Tribe Called Quest passerà alla storia come un trio.