Never Let Me Down

Curioso effetto della diversificazione della propria merce: è popolarissimo, ma non riesce a fare un buon disco. Parte con un tour finalmente degno della sua fama, negli stadi e non più nei teatri, ma lascia molto perplesso chi lo vede (che diavolo significa l’enorme ragnone?). Del resto, il materiale del disco è fiacco, e verrà opportunamente rinnegato, compreso un curioso, non spiacevole rap di Mickey Rourke in Making My Love.

Lodger

Meno atmosfere e più canzoni: il cantante sa di aver appena giocato l’asso (Heroes) e amministra la partita con discrete carte… ma non esattamente dei carichi (African Night Fly, Boys Keep Swinging, Yassassin). Quel che è certo è che la new wave ora deve giocarsela anche con la sua ritrovata credibilità.

Station To Station

La musica è greve, i testi noiosi: solo i fan possono deliziarsi per la comparsa dell’ennesima maschera, quella del "Sottile Duca Bianco" evocato nella title-track. Perplesso su che pesci pigliare e pieno di droga, il pallido pescatore prova a prendere pezzi pregiati dal puzzle pop del 1975: echi dei Kraftwerk ma anche i vagiti della "disco" (Golden Years).

Salvabile solo TVC15, non a caso destinata a diventare un caposaldo live del cantante. Per completare il teatrino, si dichiara ammiratore di Nietzsche, auspica un Hitler inglese, saluta i fan col braccio teso e se ne va tutto orgoglione.

Bowie Rare

Come da titolo, una serie di brani offerti ai collezionisti, versioni introvabili e incisioni in sordina tra le quali merita menzione il terribile Ragazzo Solo, Ragazza Sola, versione italiana di Space Oddity tradotta con la tipica banalità dal solito Mogol, di tanti analoghi misfatti responsabile. Pubblicato solo in Italia.

Stage

Live gelido, in effetti una operazione di "riposizionamento". L’idea è di cancellare ogni traccia dei lustrini glam-rock, e di opporre una nuova immagine all’ondata iconoclasta di punk e new wave, che sta spazzando parecchi "pari grado" di Bowie.

Alla chitarra, accanto all’ormai fido Alomar c’è lo sperimentatore Adrian Belew, fondamentale anche in molti dischi successivi.