Surfin’ Safari

Il primo successo di classifica dei Beach Boys offre anche il titolo all’album d’esordio, raccolta di canzoncine in stile surf (Surfin’) e Hot Rod (409), che a distanza di quarant’anni rivela tutta l’inconsistenza del genere e offre minime tracce della classe di Brian Wilson e dei suoi fratelli Carl e Dennis.

Dodici canzoni, mezz’ora di musica, come si usava una volta, da ascoltare in spiaggia.

Animals

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Il nucleo di una delle band più importanti e influenti della British Invasion nasce nel 1962 a Newcastle Upon Tyne dall’incontro fra il pianista/organista Alan Price (1942), il batterista John Steel (1941) e il vocalist Eric Burdon (1941) nei Kansas City Five, in un primo momento parte integrante della scena jazz locale e successivamente dediti anche al r&b.

Nel 1962 i Kansas City Five ottengono un ingaggio fisso in un club del centro di Newcastle, il Downbeat, ma il loro percorso si interrompe bruscamente quando Price passa a una band rivale, i Kontours. A quel punto Burdon decide di tentare la fortuna a Londra. I Kontours suonano cover di brani da classifica, ma con l’inserimento del nuovo arrivato cominciano a cambiare repertorio.

I mutamenti sono accettati di buon grado dal bassista Bryan "Chas" Chandler (1938-1996), ma il cantante e il batterista decidono di andarsene e aprono la strada a Steele e alla nascita di un nuovo trio, subito battezzato The Alan Price R&B Combo. Tornato a Newcastle al principio del 1964, Eric Burdon si unisce alla neonata formazione.

Dopo un tentativo di breve durata di aggiungere un paio di fiati, i quattro chiamano con loro il chitarrista Hilton Stuart Patterson Valentine (1943), già leader dei Wild Cats. Valentine non fa quasi in tempo ad ambientarsi che già il gruppo, chiamato finalmente The Animals (come fanno da tempo i fan), registra un EP con quattro brani in una tiratura di 500 copie.

Bob Dylan

"La Columbia è orgogliosa di presentare un nuovo importante personaggio nella folk music americana", recitano le note di copertina, ma il contratto offerto a Dylan fa scalpore nella piccola cerchia di artisti del Greenwich Village.

Cosa avranno visto Robert Shelton, critico musicale del New York Times, e John Hammond, il mitico presidente della Columbia, in quel ragazzino dalla faccia paffuta? Una grande fiducia nei propri mezzi e una conoscenza insospettabile del patrimonio tradizionale americano.

Nulla — neppure i due brani scritti da lui: Song To Woody e Talkin’ New York — lascia comunque prevedere quello che accadrà di lì a poco.