Brave New World

La stagione migliore termina subito, con la defezione di Scaggs e Peterman, che vorrebbero un suono più compatto e meno furbo. Miller invece ha intravisto bagliori di classifica e cerca di assecondare i gusti del pubblico con un disco di passaggio, di mestiere, senza momenti particolarmente indovinati, che si segnala solo per la presenza di Nicky Hopkins e Ben Sidran (più Paul McCartney in incognito).

STEVE MILLER: Born 2 B Blue

Ufficialmente a nome del solo Steve Miller, vede il ritorno del tastierista Ben Sidran e schiera ospiti di pregio della scena jazz leggera (Milt Jackson, Phil Woods). Come spiegano le note, “non c’è poi molta differenza tra la musica pop e gli standard jazz”, e Miller lo dimostra infilando un repertorio di vecchie canzoni jazz (Billie Holiday, Mel Tormè, Ray Charles, Horace Silver) reinterpretate con quel minimo di supponenza da “grande interprete” che ogni rockstar milionaria non riesce a trattenere. È una tappa verso il pensionamento anticipato del 1993, dopo un altro disco di routine pop rock.

Book Of Dreams

Jungle Love, Jet Airliner, Swingtown sono altri 45 giri da classifica di un album ancora milionario, che recupera brani scartati dal precedente e che ribadisce il valore commerciale di un elegante pop rock che sta vivendo un momento magico, a dispetto di una certa inconsistenza dei brani e delle consuete sonorità del rock radiofonico americano.

Fly Like An Eagle

A tre anni di distanza, Miller tiene il passo e appronta un altro LP che non delude e che offre quel che il pubblico si attende: un pop rock ben fatto, orecchiabile, vendite ancora milionarie, terzo posto in classifica, e ben tre hit singles (Take The Money And Run, Rock ‘N Me, Fly Like An Eagle).

The Joker

Con il ritorno del bassista Lonnie Turner, della prima formazione, la SMB trova inaspettatamente il suo più grande successo commerciale, piazzando l’album al numero due in classifica e l’omonimo 45 giri al primo. È la consacrazione di un pop rock facile e orecchiabile, che Miller non abbandonerà più.

Children Of The Future

Il chitarrista Steve Miller è uno dei personaggi più in vista della originaria scena di San Francisco: leader di una band che comprende anche un secondo chitarrista di vaglia, Boz Scaggs, cresce con il blues, suona con Muddy Waters, Buddy Guy e Chuck Berry prima di aderire al movimento psichedelico californiano. Il primo LP della Steve Miller Band lascia però in disparte gli accenti rock blues più evidenti per proporre un suono nuovo, originale, molto melodico, costruito su atmosfere lente ed evocative e sulle tastiere di Jim Peterman. Registrato in Inghilterra, risente di certe ambientazioni pop e mostra una differenza abbastanza marcata tra le due facciate: la prima è più pop psichedelica, addirittura con qualche aria sinfonica (In My First Mind), la seconda invece recupera le origini blues e lascia più libertà alla chitarra di Scaggs.

Your Saving Grace

Con Hopkins in grande spolvero e più libero di esprimersi, il quarto LP della SMB guadagna di nuovo la classifica grazie al 45 giri Little Girl. Nei dischi successivi Miller rimane solo alla guida di una band sempre molto precaria, con continuo andirvieni di musicisti e un suono che stenta a trovare una forma apprezzabile.

Abracadabra

La title track, Keeps Wondering, Give It Up, Cool Magic sono altri 45 giri di un LP che si mantiene su canzoni leggere e molti riempitivi, un tono generale molto disimpegnato e confezionato con cura, con successo sempre considerevole ma in fase calante.

Sailor

Ancora con il tecnico inglese Glyn Johns, la SMB guadagna posizioni in classifica e migliora affiatamento e maturità: rimane un suono molto d’atmosfera, morbido, sognante (Songs For Our Ancestors), ma l’impressione è che sia una scelta in favore di corrente, vista la buona accoglienza riservata al primo LP, sulla strada di un pop rock di sicura presa commerciale (Living In The USA).