Fear

Primo disco di una trilogia tutta inglese: registrato a Londra con Phil Manzanera e Brian Eno, è uno dei momenti rock più riusciti di Cale, che conferma una vena ispirata, graffiante, a tratti anche feroce (Gun). Fear Is A Man’s Best Friend è la pagina più accessibile di un disco che mostra altre facce del gallese, rocker duro e cantante di doti vocali non straordinarie ma dal forte carisma interpretativo.

Songs For Drella

Il disco in memoria di Andy Warhol realizzato con Lou Reed, che fa segnare un importante riavvicinamento con il compagno di un tempo e che si evolve nell’effimera ma acclamata reunion dei Velvet.

Vintage Violence

John Cale è gallese ma si è trasferito nel 1963 negli Stati Uniti, ha suonato con formazioni musicali d’avanguardia, lavorato come produttore (Nico, Stooges) ma è passato alla storia con i Velvet Underground. Allontanato dal gruppo per dissensi con Lou Reed, sfoga le proprie ambizioni pop in un primo LP da solista: canzoni un po’ cupe, molto tipiche del suo stile (Big White Cloud, Please, Amsterdam), lievi tinte gospel, un po’ di Spector e country rock. Lo accompagna, in incognito, la band di Garland Jeffreys.

Sabotage/Live

Rimasto fermo per qualche tempo sul fronte discografico (ha però prodotto una pietra miliare del rock come Horses di Patti Smith) Cale rientra negli USA e si avvicina alla scena punk locale. Il risultato è un disco dal vivo di forza devastante, il primo della carriera, che non sfrutta nessun brano del passato ma allinea solo nuove composizioni di apocalittico punk rock, tra cui le lunghe Mercenaries (Ready For War) e Captain Hook.

Paris 1919

Il momento più ispirato e meno introverso del Cale cantante: considerato il suo disco più significativo del primo periodo, raccoglie canzoni folk, rock e pop di chiara ispirazione europea, spesso autobiografiche (Child’s Christmas In Wales) e sempre di un notevole spessore compositivo. Questa volta lo accompagnano i Little Feat, anch’essi non accreditati.

Fragments Of A Rainy Season

Uno dei dischi più belli dell’intera carriera, non solo perché è una splendida retrospettiva dal vivo sulla lunga storia dell’artista gallese ma anche perché questa è la dimensione nella quale Cale riesce a essere più comunicativo e incisivo. Un disco per voce, pianoforte, chitarra, nel quale l’artista mette tutto se stesso.

Music For A New Society

Nel primo atto di una nuova trilogia Island (americana), Cale firma il suo disco più riuscito degli ’80: viene meno l’impatto rock in favore di qualcosa di più tranquillo in superficie ma sempre agitato, fatto di sognanti melodie d’autore e arie più cupe e introverse, un autoritratto del Cale rocker come è sempre stato, essenziale, fantasioso, abile nel combinare l’educazione classica con le nuove forme del rock.

Slow Dazzle

Con l’aggiunta di Chris Spedding, Cale prova a fare del glam a modo suo, foto ammiccante in copertina ma repertorio sempre abrasivo e molto diretto: splendida la sua versione di Heartbreak Hotel (proposta anche nel disco/concerto del 1 giugno 1974).

Church Of Anthrax

Sono registrazioni antecedenti al primo LP, in coppia con lo sperimentatore minimalista Terry Riley. Un disco a quattro mani che vorrebbe rendere accessibile al grande pubblico la musica minimale ma che ha scontentato entrambi gli autori. Tastiere, viola, sassofono, due batterie, cinque lunghi brani strumentali, un solo intervento vocale, un momento più accessibile degli altri (il frenetico piano funky di The Protege).