Stoneage Romeos

Gruppo di punta della nuova ondata australiana che invade il mercato all’inizio degli anni Ottanta, gli Hoodoo Gurus guidati da Dave Faulkner (1958) si ritagliano subito uno spazio di rispetto sulla scena internazionale. Il quartetto di Sidney propone un rock elementare, ma elegante e vivace nel quale il power pop si mescola con inflessioni di garage rock. Nel primo album spiccano I Want You Back, Tojo, Death Ship e I Was A Kamikaze Pilot.

Mars Needs Guitars!

Una conferma. Il quartetto si muove ancora su coordinate power pop aggiungendo alla freschezza degli esordi una maggiore padronanza della sala d’incisione. Il titolo, parodiato da un film di fantascienza di serie B, evidenzia ancora una volta l’attitudine del gruppo ad arditi accostamenti con il kitsch. In evidenza Bittersweet e Poison Pen.

Kinky

Mentre il salto verso il grande pubblico non riesce, questo album certifica ancora alti livelli di qualità per la produzione del gruppo. Con brani come Castles In The Air e Miss Freelove ’69 gli Hoodoo Gurus dimostrano una maturità compositiva ed espressiva che non ha niente da invidiare a quella dei gruppi che agli inizi dei Novanta vanno per la maggiore.

Blow Your Cool

È il disco che codifica lo stile degli Hoodoo Gurus lasciando da parte le bizzarrie degli esordi e concentrandosi su un suono più denso e omogeneo. L’energia e la verve sono ancora una volta gli elementi vincenti in un album che ha tutte le caratteristiche per portare il quartetto al di fuori della nicchia del rock alternativo. Tra i brani da notare What’s My Scene e Good Times.

Magnum Cum Louder

Con questo album Faulkner e soci tentano l’attacco al mercato americano. I suoni diventano più duri e tesi, c’è minore originalità e un po’ di mestiere tende a fare capolino tra una canzone e l’altra. Ma Come Anytime e Shadow Me, assieme ad Another World, sono canzoni tra le più riuscite del gruppo.

In Blue Cave

La vicenda artistica degli Hoodoo Gurus si chiude ufficialmente all’inizio del 1997, dopo due album dignitosi ma non all’altezza della fama del gruppo. Nel primo, prodotto da Ed Stasium, è da segnalare la presenza di Nobody, nel secondo si impone, senza brillare, una vena più matura nelle tematiche affrontate.