THE BEATLES WITH TONY SHERIDAN: Beatles Bop — Hamburg Days

La raccolta definitiva delle incisioni di studio fatte in Germania con Tony Sheridan, prima del contratto EMI e della notorietà. Sostituisce di fatto tutti i numerosi LP stampati negli anni dalla Polydor (il primo fu The Beatles’ First, nel 1964) per cercare di sfruttare il più possibile il mito.

Qui vengono riunite tutte le incisioni di Sheridan con i Beatles, in tutte le varianti, mono, stereo, in tedesco e in inglese, nessuna delle quali è passata alla storia, nemmeno la più famosa, My Bonnie. Pubblicato anche in una lussuosa edizione de luxe, con uno splendido libro fotografico.

The Beatles 1967-1970

Le prime antologie successive alla separazione sono anche le sole sopravvissute negli anni ed elevate a nobiltà compact. Con tutti i classici e anche parecchie canzoni originariamente lasciate fuori dagli LP inglesi.

Entrambe riedite su doppio CD. Sono invece scomparse tutte le altre raccolte di successi pubblicate negli anni (citiamo Rock & Roll Music, Love Songs, The Beatles’ Ballads, Reel Music, 20 Greatest Hits).

Help!

Il primo album veramente importante dei Beatles, per ispirazioni e repertorio. Nonostante sia ufficialmente colonna sonora del relativo film, è opera completa e omogenea, che prende le distanze dal beat per accostarsi alle nuove sonorità folk rock che arrivano dall’America (le ballate You’ve Got To Hide Your Love Away e I’ve Just Seen A Face). Ticket To Ride e Help! conservano qualche traccia del passato.

Il posto nella storia è garantito da Yesterday, una insolita ballata acustica per chitarra e quartetto d’archi che apre nuovi orizzonti sonori e anche qualche paradosso: nella più famosa canzone dei Beatles, i Beatles non ci sono per niente, l’ha scritta e suonata Paul, da solo.

The Beatles

Primo e unico doppio album dei Beatles in vita, opera stilisticamente più varia, che rifugge i bagliori psichedelici per tornare alla semplicità dei primi anni. Il cosiddetto "Doppio Bianco", rock elettrico e folk acustico senza troppo lavoro di studio, è un disco di contributi individuali più che di gruppo, elaborati secondo gli umori dei singoli musicisti.

Si passa dal rock & roll (Back In The USSR) alle ballate acustiche (Blackbird, I Will, Cry Baby Cry), dalla delicatezza di Julia e Mother Nature’s Son alla sperimentazione di Revolution #9, dal quasi punk di Helter Skelter alle filastrocche Obladì Obladà e Piggies. Da qui in avanti non sono più i quattro Beatles ma Lennon e McCartney, qualche volta Harrison, quasi mai Ringo.

Revolver

Notevolmente rivalutato in anni recenti, Revolver è per molti il disco più bello dei Beatles. È il primo lavoro apertamente psichedelico, nelle ispirazioni e nelle composizioni, una patina colorata celata sotto una copertina in bianco e nero, non la più famosa ma la più bella di tutto il catalogo.

È l’inizio dell’ultima fase stilistica dei Beatles, ufficialmente in quattro, in realtà con George Martin, preziosissimo e geniale arrangiatore. Eleanor Rigby, Here There And Everywhere, Good Day Sunshine i nuovi classici, I’m Only Sleeping, She Said She Said, Doctor Robert, Tomorrow Never Knows le pillole ad alto potenziale lisergico.

Per tornare con i piedi per terra è sufficiente Yellow Submarine, ma è veramente l’unica cosa semplice di tutto il disco.

Beatles For Sale

Il successo è in progressione inarrestabile, la vena subisce qualche inevitabile contraccolpo, minimi inciampi verso l’Olimpo del Rock. Sono Beatles stanchi, che accusano i primi segni di stress da successo, prigionieri dello show business, "in vendita" come suggerisce il titolo.

Ne consegue un repertorio non brillantissimo, di nuovo infarcito di covers ma con qualche segnale di novità, tutte attribuibili a Lennon (I’m A Loser, No Reply). No Reply, Baby’s In Black, Eight Days A Week, Every Little Thing i brani famosi.

Let It Be

Commiato in tono minore, e con molti strascichi polemici, con un controverso album dalla lavorazione lunga e tormentata e che alla fine non ha soddisfatto nessuno. Prodotto da Phil Spector, che è intervenuto pesantemente sui nastri originali, risente del periodo di scarsissima armonia interna e bassa pressione creativa.

Canzoni belle ma non bellissime: se è rimasto il ricordo di Across The Universe, Let It Be, The Long And Winding Road, Get Back, degli altri brani si è presto persa memoria (Two Of Us, Dig A Pony, Maggie Mae, I Me Mine, One After 909, la jam improvvisata Dig It), anche perché molti sono scarti recuperati dai cassetti o spunti incompiuti.

È l’album che ha definitivamente spaccato in due i Favolosi, Paul da una parte, i tre compagni dall’altra, e, forse per i vecchi attriti rimasti in sospeso, è anche l’unico disco dei Beatles che sia stato riveduto e corretto (vedi Let It Be…Naked), e già di per sé la notizia è straordinaria.

Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Il disco più importante e influente di tutto il rock racchiude l’intera Arte dei Beatles, non solo quella musicale. Risultato di registrazioni senza precedenti, per durata, dedizione e uso di tecniche moderne, è opera a sviluppo concept che offre più livelli di interpretazione.

Uscito nel mezzo della Summer Of Love inglese, è un capolavoro del pop, prima che testo base di psichedelia, la quale rimane diffusa ma più forte nelle ispirazioni che nella musica.

La banda del Sergente Pepper viaggia attraverso il romanticismo di She’s Leaving Home e When I’m Sixty-Four, le visioni di Lucy In The Sky With Diamonds, i sapori d’India di Within You Without You, per concludersi con A Day In The Life, un giorno nella vita, di quelli che non si dimenticano.

1

Raccolta di tutti i numeri uno delle classifiche inglese e americana, o in alternativa, condensato su singolo CD dei quattro dischi del 1973: comunque sia, c’è tutto o quasi il meglio dei Beatles, con due sole assenze di rilievo, Please Please Me e Strawberry Fields Forever.

The Beatles Collection

Con la raccolta completa degli LP inglesi in cofanetto va in porto la prima operazione d’archivio degna di menzione. Riunisce tutti gli LP originali della discografia inglese tranne Oldies But Goldies, più il bonus disc Rarities, raccolta di brani inediti su album, pubblicato anche separatamente nel 1979 in Gran Bretagna, e con una diversa scelta di brani negli USA, nel 1980.

Let It Be … Naked

In copertina e sulle riviste si parla con grande enfasi di Let It Be "come avrebbe dovuto essere". In realtà continua a essere un disco tormentato: molto discusso all’epoca, per il pesante lavoro di arrangiamento fatto da Spector, mai amato da Paul McCartney (che immaginiamo sia il principale fautore di questa operazione di restauro), anche nella nuova versione rimane progetto ibrido, storicamente scorretto, e sul quale sicuramente hanno messo le mani in troppi.

Le registrazioni non sono quelle della primissima versione (che comprendeva, tra l’altro, anche Teddy Boy e Save The Last Dance For Me), il titolo neppure (era Get Back) e neanche la foto di copertina (che finì invece sulle due raccolte del 1973).

È in effetti un Let It Be "denudato", spogliato degli arrangiamenti orchestrali, rinnovato in più punti e, volendo, anche un po’ più gradevole all’ascolto: è stato cambiato l’ordine dei brani, ridotto il minutaggio (manca Maggie Mae, sostituita da Don’t Let Me Down, originariamente uscita solo su 45 giri), eliminate incertezze e frammenti "live in the studio" (che peraltro erano parte essenziale del progetto originale), ma perlomeno ora si può ascoltare The Long And Winding Road senza orchestra, e Paul sarà finalmente contento.

C’è anche un bonus disc, superfluo, con 20 minuti di chiacchiere di studio e spezzoni di brani.

A Hard Day’s Night

Colonna sonora di uno dei celebri film del beat, vicende scioccherelle e autobiografiche al ritmo di alcune tra le più famose canzoni dei primi anni, tutte firmate da John e Paul: A Hard Day’s Night, I Should Have Known Better, If I Fell, And I Love Her, Tell Me Why, Can’t Buy Me Love, Any Time At All.

Già si intravedono i tipici elementi compositivi dei due autori: introspezione autobiografica per Lennon, pura romantica melodia per McCartney. Iniziano qui cinque anni straordinari, frenetici, creativi, trionfali.

The Beatles Collection

Collezione completa dei Beatles su CD in un lussuoso cofanetto di legno, che sancisce la definitiva uniformità del catalogo: la discografia inglese diventa l’unica possibile, vengono aggiunti sia Magical Mystery Tour che i due Past Masters, in un colpo solo è possibile acquistare l’intera produzione ufficiale dei Beatles per la EMI.

Costa un po’ ma il valore musicale è pressochè inestimabile, e anche l’oggetto fa la sua bella figura.

Rubber Soul

La fine delle ingenuità beat e l’inizio di una nuova vita, colorata, profonda, sensibile agli stimoli creativi delle droghe. Al pari delle visioni lisergiche che stanno attraversando il rock, anche le classiche strutture beatlesiane iniziano a deformarsi, rivelando piccoli spunti geniali, malizie, doppi sensi, sottile arguzia lirica.

Norwegian Wood, con il suono del sitar, è il segno più evidente delle nuove contaminazioni ma quasi ogni solco rivela una nuova sensibilità: Nowhere Man, In My Life, I’m Looking Through You, The Word testimoniano di più alti livelli compositivi, Michelle, Girl, Drive My Car mantengono i legami con la melodia e gli amori adolescenziali.