Bauhaus

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Il gruppo si forma a Northamtpon nel 1978, prendendo il nome dalla celebre scuola d’arte tedesca, fiorita negli anni ’20 durante la Repubblica di Weimar e chiusa dai nazisti all’inizio degli anni ’30.

L’anno dopo esce per la Small Wonder il singolo Bela Lugosi’s Dead, monumento di quel rock dell’oscurità e delle tenebre detto gothic oppure dark a seconda delle latitudini (memorabili la figura sepolcrale del basso e il cigolio orrorifico della chitarra).

Lo segue il rutilante e asciutto Dark Entries. Solo il secondo è tra quelli aggiunti alla ristampa su CD di In The Flat Field, altro manifesto del genere, questa volta a 33 giri.

I Bauhaus si fermano temporaneamente nel 2006.

The Sky’s Gone Out

L’album si apre con una versione di Third Uncle di Brian Eno, anche se i veri brani forti sono Spirit e Silent Hedges. Chiaro è come i Bauhaus si riallaccino al rock decadente degli anni ’70, proiettato però in pieno clima post punk. È lo stesso gruppo che ha fatto di cover come Telegram Sam (Marc Bolan) e Ziggy Stardust (David Bowie) il lato A di celebri singoli.

Mask

Le sbandate ossessive dell’esordio rivivono nel passo zoppicante di In Fear Of Fear (con sassofono), meno nel funk di Dancing e Kick In The Eye. Con alcuni vertici del proprio repertorio — l’epopea di The Passion Of Lovers, una tragica Hollow Hills, la drammatica Mask — il gruppo si candida a capo della new wave più ombrosa.

Come altri lavori dei Bauhaus, Mask è stato ristampato in CD con l’aggiunta di canzoni extra prese da singoli contemporanei.

In The Flat Field

Il rock gotico celebra una pietra miliare, il testo della sua evoluzione a cavallo con la new wave. Nell’espressionismo dei primi Bauhaus è fondamentale la ritmica dei fratelli David J (basso) e Kevin Haskins (batteria): marziale in Double Dare, tambureggiante in In The Flat Field, convulsiva e farsesca in St. Vitus Dance.

Altro cumulatore di tensione è la chitarra, stridente e affilata, di Daniel Ash. La vera icona del complesso inglese è però il cantante Peter Murphy, figura carismatica e voce originalissima.

Burning From The Inside

In un quadriennio si è già consumata l’avventura dei Bauhaus. L’epilogo, registrato per buona parte senza Murphy, malato, ha i toni e i colori — il bianco e nero da cinema muto tedesco degli anni ’20, un po’ meno contrastato — dell’art rock teatrale che ha fatto del gruppo un vero culto. Murphy fonda i Dali’s Car con Mick Karn dei Japan, per poi proseguire da solo.

Gli altri tre partono con progetti propri per ritrovarsi poi nei Love And Rockets.

Swing The Heartache — The BBC Sessions

Raccolta completa di tutte le incisioni radiofoniche per la BBC, dal 1980 al 1983. Oltre alle canzoni più importanti e famose c’è un brano raro, Poison Pen, e l’altrettanto rara Night Time, cover di un gruppo (gli Strangelove) della compilation Nuggets (l’antologia di garage rockers americani dei ’60 curata da Lenny Kaye).

Gotham

Doppio CD dal vivo registrato a New York che celebra il ritorno (temporaneo) della formazione originale. Contiene tutti i grandi classici dei Bauhaus, ma in una discografia dove ripetizioni e sovrapposizioni sono continue; la chicca inedita è una cover in studio di Severance dei Dead Can Dance.