Spazio

I trentenni milanesi Carlo Bertotti (tastiere, basso e voce) e Flavio Ferri (chitarra, tastiere), ex creatori di jingle pubblicitari, ingaggiano la cantante Francesca Touré per questo concept album prodotto da Roberto Vernetti, che coniuga costruzioni melodiche tipiche della canzone d’autore italiana con atmosfere trip hop e arrangiamenti ispirati dai film di fantascienza degli anni ’70.

I singoli Al.c e Il mondo visto dallo spazio piacicchiano anche per radio, ma manca, malauguratamente, un po’ di calore, tanto che bisogna andarlo a prendere da Se telefonando (scritta da Morricone e — argh! — Costanzo per Mina).

Delta V

Non Disponibile

Il nucelo dei Delta V, composto da Carlo Bertotti e Flavio Ferri, si forma nel 1995 e debutta tre anni dopo con l’album Spazio.

Accompagnati da voci femminili quasi sempre occasionali (le frontwoman si sostituiscono di disco in disco), i Delta V sono principalmente noti per il brano Un’estate fa.

Psychobeat

Ritorno sulla terra, con cambio di sound e di cantante (Lu Heredia). C’è meno elettronica e si sente un curioso profumo di fine anni ’60, specie nelle notevoli Il primo giorno del mondo e Sul filo, i raffinati singoli.

Il disco è ricercato negli arrangiamenti ma piuttosto faticoso in alcune parti, specie nei testi. Ospiti, Angela Baraldi e Garbo (guest star nella sua Quanti anni hai?)

Monaco ’74

Per non essere identificati con una frontwoman, Bertotti e Ferri ingaggiano un’altra cantante, l’americana Gi Kalweit, cosa che offre il destro per cimentarsi con diversi brani in inglese. Reduci da una tournée con Ornella Vanoni, nella quale approfondiscono le loro notevoli capacità di arrangiatori di brani altrui, nel nuovo disco evocano nuovamente un pop piuttosto retrò, adeguatamente simboleggiato da una nuova cover, quella di Un’estate fa.

Il titolo del disco è ispirato dai mondiali di calcio in cui l’Olanda di Cruyff affascinò il mondo — salvo perdere con la imperturbabile, concreta Germania. Più simbolico di così.