Lyle Lovett

Il Texas dei grandi eccentrici e dei poeti surreali ha, dopo Terry Allen, un nuovo campione: il debutto di Lovett si muove su binari ancora canonici ed è un po’ sfuocato nella produzione, ma svela già classe e gusto eterogeneo, tra western swing (Cowboy Man), country nashvilliano (God Will), gospel/blues (An Acceptable Level Of Ecstasy), rock elettrico (l’incerta You Can’t Resist It) e belle prove cantautorali (il repertorio è tutto originale) in ballate acustiche e malinconiche come This Old Porch e Closing Time.