’78 In The Shade

Il ritorno in classifica di Itchycoo Park, nel 1976, riaccende l’interesse del pubblico per il gruppo, che si riforma (senza Ronnie Lane, che nel frattempo ha messo in piedi un famoso studio mobile di registrazione) per due inutili appendici discografiche che finiscono nel nulla. Al contrario, il loro catalogo storico continua a essere saccheggiato senza remore, e soltanto nel 1996 si arriverà a un accordo con i musicisti sul pagamento delle royalties. Ronnie Lane, da tempo affetto da sclerosi multipla, muore però poco dopo, nel 1997. Marriott era scomparso nel 1991, nell’incendio di casa sua.

Boxed

Antologia retrospettiva dell’intera carriera: tra le molte è una delle migliori, perché documenta sia il periodo Decca che quello Immediate, e offre anche interessanti inediti degli anni anteriori alla nacita del gruppo.

Ogden’s Nut Gone Flake

Con i Who, una delle band più importanti della cosiddetta corrente mod. Nati nel 1965, Small Faces (anche il nome fa riferimento allo slang dei giovani arrabbiati londinesi) è il quartetto formato da Steve Marriott (chitarra), Ronnie Lane (basso), Ian McLagan (tastiere), Kenny Jones (batteria). La loro musica unisce rock, pop, beat, R&B, psichedelia e anche qualcosa di pre-progressivo, in una combinazione originale e inedita per la scena inglese. Dopo un primo LP per la Decca (con Watcha Gonna Do About It e Sha-La-La-La-Lee), la band passa alla Immediate, dove trascorre il periodo più produttivo, che manda in cronaca alcune delle più belle canzoni di quegli anni, tutte firmate dalla formidabile coppia Marriott/Lane: All Or Nothing, My Mind’s Eye, My Way Of Giving, Itchycoo Park, I’m Only Dreaming, Tin Soldier, Here Comes The Nice, Lazy Sunday. Se i primi due LP erano raccolte di canzoni a 45 giri, Ogden’s, pubblicato in un’originale e famosa confezione rotonda, a imitazione di una scatola di tabacco (resa ancor meglio nella ristampa CD, in una vera scatola di latta) è un ambizioso concept di psichedelia progressiva, che riassume tutta la careatività del gruppo e riscuote l’approvazione della critica (che parlerà di uno dei più interessanti prodotti usciti sulla scia del Sgt.Pepper) e del pubblico (sarà numero uno in Inghilterra). Tutti e tre gli LP sono ora disponibili su CD con brani aggiunti: in particolare il primo disco Immediate è stato ora ampliato su doppio CD (Sanctuary, 2002) con le versioni mono e stereo, e molte bonus. A contorno della storia discografica dell’epoca vanno citate anche le antologie From The Beginning (Decca, 1967), raccolta di inediti del primo periodo, The Autumn Stone (2LP) e In Memoriam (entrambi Immediate 1969), con 45 giri, inediti di studio e mediocri nastri dal vivo. All’epoca interessanti, sono ora superate dalle recenti operazioni discografiche. Qui termina la discografia originale del gruppo, che negli anni diventerà caotica e confusa oltre il ragionevole. Da subito coinvolti in complesse vicende contrattuali e di management, e poi anche nel fallimento dell’Immediate, gli Small Faces si separano nel 1969, quando Marriott si unisce agli Humble Pie (i tre compagni formeranno poi i Faces, Jones e McLagan suoneranno anche con gli Who del dopo Moon). Per complicate vicende legali, il catalogo Immediate passerà negli anni di mano in mano e le loro canzoni verranno vendute in mille maniere diverse senza che ai musicisti vengano corrisposte le dovute royalties.