Third/Sister Lovers

Assistito dal produttore Jim Dickinson, Chilton realizza un disco di impronta ancora più personale, cupo, allucinato e nevrotico come il clima che circonda il gruppo in disfacimento: farà una breve comparsa nei negozi quattro anni dopo il concepimento, prima che la Rykodisc lo recuperi dall’oblio nel 1992. Holocaust (che sembra aver insegnato non poco ai Radiohead) è lo specchio più fedele dell’umor nero di Chilton, che si rifugia nel conforto delle cover (Kinks, Velvet e Jerry Lee Lewis) ma sfodera anche pop rock nervosi e di sapore antico come Thank You Friends e O Dana.