The Man Who Sold The World

Con un processo di formazione artistica che oggi nessun discografico sarebbe disposto a tollerare, il giovane Jones raccoglie le idee in un disco che non dà brani storici in senso stretto, ma funge da palestra dove affinare stile e contenuti dei successivi anni di carriera.

Spalleggiato dallo straordinario chitarrista Mick Ronson, dal bassista e produttore Tony Visconti e dal nuovo manager Tony De Fries, Bowie inizia a spostarsi dall’area dei Beatles a quella dei Rolling Stones: nichilismo, ambiguità sessuale e chitarre ammiccanti pervadono The Supermen e The Width Of A Circle.