The Hangman’s Beautiful Daughter

La comune ISB trasferisce in musica lo spirito anarchico e libertario che ne contraddistingue l’esistenza frantumando le ultime regole del revival folk e “roots”: le canzoni si scompongono in molecole sonore volatili e quasi inafferrabili, tra continui cambi di tempo, improvvisi mutamenti di clima e deviazioni estemporanee: sapori indiani (Koeeaddi There), di music hall (The Minotaur’s Song), di ragtime (Mercy I Cry City), di Medio Evo e magici rituali (The Water Song) si mescolano nel festival di chitarre acustiche, flauti, sitar, percussioni africane, harmonium, clavicembali e voci spericolatamente fuori tono. Prevale un senso di “stonata” stupefazione, e i tredici rarefatti minuti della minisuite A Very Cellular Song (descrizione surreale dell’esistenza di un’ameba che cita il celebre traditional We Bid You Goodnight) catapultano il gruppo in un’altra dimensione. Il capolavoro dell’acid folk inglese, anche se non adatto a tutti i palati.