The Animals

È probabilmente Graham Bond a segnalare gli Animals al produttore, discografico e manager Giorgio Gomelsky, che porta il grande bluesman Sonny Boy Williamson a Newcastle e gli fa registrare due dischi con i cinque giovani musicisti.

Gli Animals fanno il loro debutto londinese al Crawdaddy di Gomelsky e si esibiscono in seguito allo Scene e al Flamingo. Il loro manager, Mike Jeffries utilizza l’EP come demo e alla fine spunta un contratto con Mickie Most, un ex cantante diventato produttore indipendente. Ed è Most a portare gli Animals alla Columbia.

Nella seconda session vengono registrati i primi due singoli. Baby Let Me Take You Home, adattamento di un tradizionale inciso anche da Bob Dylan col titolo Baby Let Me Follow You Down (ma Chas Chandler ha sempre sostenuto che gli Animals la presero di un disco di Josh White), esce nel marzo 1964 e arriva a un rispettabile 21mo posto in classifica. The House Of The Rising Sun, ancora una volta ripresa da Josh White (e registrata da Dylan), viene giudicata "troppo lunga" e "noiosa" dalla casa discografica, ma su insistenza di Mickie Most è alla fine pubblicata e vola subito al primo posto delle charts britanniche, gettando solide basi per la carriera della band di Newcastle.

Pubblicato a novembre dello stesso anno e trainato da The House Of The Rising Sun, l’album raggiunge il sesto posto in classifica in Inghilterra. Fra i brani in repertorio, The Story Of Bo Diddley, un divertente bigino di storia rock che rivela le doti di "giornalista musicale" di Eric Burdon, come poi documentato da Monterey e San Franciscan Nights all’epoca dei New Animals.