Sospesa

L’opera terza della cantante sembra fare affidamento più sull’indubbio fascino di una voce unica che sul valore intrinseco delle canzoni, molte delle quali sono a dir poco anonime. Dal naufragio non si salvano neppure Di perle e inverni, scritta assieme a Giovanni Lindo Ferretti, e And Will You Love Me, firmata da Ennio Morricone.

Blues Brothers 2000

A ulteriore sfruttamento Landis realizza un sequel al primo inarrivabile film, che gioca su elementi e personaggi familiari ma che non può e non riesce ad avvicinare il mito. Vale tuttavia per l’impressionante parata di stelle del blues (da Paul Butterfield a Clapton, da Winwood a Taj Mahal ai Blues Traveler, per citare solo i meno vecchi).

Se il film non è granché, meglio fa la relativa colonna sonora, prevedibile ma trascinante.

Libera

Lasciati i Matia Bazar all’inizio degli anni ’90, Antonella Ruggiero dà il via alla sua carriera solista con un disco che accosta classiche ritmiche pop-rock a suoni della tradizione orientale. Una formula non del tutto convincente ma decisamente meno banale di quella che aveva caratterizzato gli ultimi album incisi dalla cantante assieme alla band genovese.

RAIZ: Wop

Abbandonati, almeno temporaneamente, gli Almamegretta, Raiz debutta da solista con l’aiuto di Paolo Polcari, anch’egli a suo tempo uscito dal collettivo napoletano. Il bouzouki di Mauro Pagani apre un disco cantato in italiano, inglese e napoletano, all’insegna della contaminazione fra soul, reggae e canzone. Non un capolavoro, piuttosto un disco contenente intuizioni che, con tutta probabilità, il cantante svilupperà in futuro.

Registrazioni moderne

Il meglio, o quasi, del nuovo rock italiano (Subsonica, Bluvertigo, Scisma, Timoria e altri ancora) coprotagonista di un album in cui la Ruggiero reinterpreta i brani a suo tempo portati al successo con i Matia Bazar.

L’esperimento funziona e alcuni episodi, davvero intriganti, superano gli originali. Ascoltare Per un’ora d’amore (incisa con i Subsonica) e Ti sento (con i Timoria) per credere.