Turn On The Bright Lights

Un altro gruppo di New York che esplode appena dopo gli Strokes, con la differenza che il cuore e l’anima degli Interpol bruciano per la new wave britannica, dando comunque per scontati i comuni ricordi di Velvet Underground e Television (Obstacle 1). Spesso, in questo album, si incrocia lo spettro dei Joy Division, con una batteria in stile metronomo, il basso meccanico e tagliente di Carlos D e il baritono lapidario di Paul Banks, emulo di Ian Curtis; talvolta fanno capolino i Wire e in Say Hello To The Angels gli Smiths. Vi sono anche squarci di bellezza autentica tra la coda di PDA, altrove immersa in fantasmi proto-dark, e l’elegiaca NYC, etereo omaggio alla città madre in un’intermittenza di luci e oscurità.