Treasure

Il terzo album segna un punto di non ritorno: arcano, barocco, sempre più denso e stratificato nei suoni, tra suggestioni spagnoleggianti (il flamenco rarefatto di Ivo, omaggio al boss della 4AD), accenti di musica ecclesiastica (Beatrix), riff taglienti di chitarra (Persephone), litanie sognanti (Pandora) e ambiziose polifonie vocali (Donimo).

Ben prima dei Sigur Ros, la Fraser inventa un linguaggio incomprensibile, poetico e misterioso.