Trailer Park

Il vero debutto in società della Orton sintetizza in forma originale le sue precedenti frequentazioni della scena dance con l’impronta cantautorale di un Martyn o di un Nick Drake: nascono così ipnotiche ballate electro folk come She Cries Your Name e Touch Me With Your Love, sospese tra groove e melodia, campionatori e violoncelli.

Il fragile e seducente registro di soprano della vocalist tinge uniformemente un disco a due facce: l’arpeggio acustico da folk club prende il sopravvento in Don’t Need A Reason, Sugar Boy e nella cover delicata di I Wish I Never Saw The Sunshine (Ronettes), la pulsazione elettronica prevale in pezzi più sperimentali come Tangent e Galaxy Of Emptiness.