Pure

Il cantante David Yow e il bassista David Wm. Sims suonano insieme dai tempi degli Scratch Acid, band di culto texana sciolta nel 1987; quando nascono i Jesus Lizard, Sims ha nel frattempo suonato con i Rapeman di Steve Albini, colui che sarà produttore e mentore del nuovo complesso per tutta la carriera su Touch And Go. Il terzetto con batteria elettronica — alla chitarra c’è il bravo Duane Denison — ristruttura in parte la violenza marziale dei Big Black, servendosene per un martellante post-punk di impronta boogie (Blockbuster), tra piccole sceneggiature thriller (Bloody Mary) e tralignate digressioni strumentali (Jacket Made In Canada).

 

Amore Del Tropico

Non scompare lo stile desolato, però il contesto prevede nuovi ritmi e arrangiamenti più ricercati, finanche leziosi e ammiccanti. Pall Jenkins si ribattezza Paulo Zappoli e il folk spettrale va a sciogliersi al sole del tropico. È la bossa nova nostalgica di Tropics Of Love, con il Dark latino di Broken World, a far presagire un nuovo corso.

2

L’idea di un lento corteo gonfio di spleen si concretizza in 2, fedele alla canzone d’autore americana (da Cash a Dylan, a Tim Buckley, a Tom Waits, fino agli Smog e ai Calexico).

È la sensibilità, più del genere, il tratto unificante tra l’incedere dilatato e marziale di A Light So Dim e il nero folk di Your Church Is Red. Lo zenit si ha comunque in Blue Tears: commovente, solenne, quasi liturgica.

Head

Con l’ingresso del batterista Mac MacNeilly il puzzle è completo. I tre strumentisti della band di Chicago non solo sono in grado di esibire grande tecnica in un comparto sonoro a cavallo tra i terrorismi di hardcore e noise (7vs8, Waxeater), ma anche composizioni studiate — come quella, liricissima, di Pastoral — e anticipi di post rock (Tight’N’Shiny). C’è poi il vocalismo disgraziato di David Yow, coprofilo cuor di bue che rantola, ringhia, blatera, urla, e non “canta” certo nel senso più lindo e pulito del termine, assicurando un quid di teatrale schizofrenia all’insieme finale. Pure/Head (Touch And Go, 1993, &Stelle=4;) raccoglie in un unico CD i primi due dischi dei Jesus Lizard.

 

Three

L’arte funerea dei Black Heart Procession al suo punto più intenso, nell’inedia di We Always Knew e nel gemito di Guess I’ll Forget You. Un alone mistico guida il canto agonizzante di Jenkins tra le spoglie e sontuose ballate alla Nick Cave, il blues sfocato (Waterfont e Once Said At The Fires), la marcetta A Heart Like Mine e il peana conclusivo Ships of Gold.

Melody Of Certain Damaged Lemons

I Blonde Redhead smorzano certi spigoli. Ne escono altri gioielli irregolari, segmentati in punta di bacchette: la stravaganza da cocktail di In Particular, il tribalismo asimmetrico di Melody Of Certain Three, il pop origami di This Is Not. For The Damaged rivela invece ascendenze classiche.

Il mini album Mélodie Citronique (Touch And Go, 2000 &Stelle=2;) è solo interlocutorio, utile per precisare l’affinità con il pop d’autore di Serge Gainsbourg e Lucio Battisti e per cimentarsi con le traduzioni dall’originale inglese di En Particulier e Odiata per le sue virtù. Four Damaged Lemons è un remix di For The Damaged.

In An Expression Of The Inexpressible

Se il punk e il noise si astraggono e sfiorano l’antimateria post rock, Luv Machine e Missile ++ smontano come un giocattolo la musica da film e certa lounge/exotica. A dominare sono le letture metriche claudicanti della batteria; l’equazione tra arte e rumore si risolve infine in una perfetta identità.

Così si esprime l’inesprimibile.

Goat

La mezz’ora più esemplare del teatro della crudeltà dei Jesus Lizard. L’album è il capolavoro del quartetto. Campionario di nevrosi moderne, lucida paranoia (Monkey Trick), pura psicosi fobica (Seasick), fissazioni dissonanti (Karpis). Nove brani dibattuti tra una fisicità contundente e i groove quasi matematici che la sezione ritmica di Simms e McNeilly crea e destabilizza allo stesso tempo, trapanati senza pietà da una chitarra demolitrice: il glissato a tenaglia in Nub, il riff bilama di Mouth Breather, tutti gli interventi di Denison sono i propulsori ideali di una mostruosa macchina rock&roll. Tecnici, depravati, corrosivi.