The Happy Club

Commercialmente è un insuccesso, creativamente non vale il precedente, però è un album con una sua dignità e fantasia; forse un po’ dispersivo, per quel saltare fra vari stili e vari umori, con salde radici ancora nel folk rock ma sguardi anche al pop contemporaneo.

Geldof canta e suona le chitarre appoggiandosi a una piccola orchestra di musicisti amici (The Happy Clubsters) fra cui il violinista Bob Loveday, il vecchio amico Pete Briquette e Geoff Richardson. Un cameo per Karl Wallinger.