The Forest

Molto stimolante sulla carta, assai meno all’ascolto; un’opera dedicata agli uomini degli anni ’90, "che vivono e respirano in un mondo nuovo ma pensano e sentono in mondo antico", una romantica ode "alla bellezza, al potere, alle possibilità delle macchine che potrebbero cambiare il mondo". Con una grande orchestra di archi e fiati, con accenti troppo seriosi e foschi per Byrne.

Basato in parte sull’omonimo lavoro teatrale del 1988, con Robert Wilson.