Bug

L’iniziale Freak Scene è la singola canzone più bella dei Dinosaur Jr: riff robusti, accordi trainanti, rinvii e fratture dinamiche, assolo strascicati, cantilena svogliata e uniforme; un perfetto compendio della scrittura mascisiana.

Le intuizioni di Bug, un compromesso di hard, pop, folk e punk, sono storia già scritta nel disco prima; le sue canzoni, tuttavia, hanno una maggiore presenza fisica. Come Let It Ride e Budge, molto immediate e grintose, e Pond Song, che in uno scrigno socchiuso cela un cristallino sostrato folk. Se amate invece sprofondare nel rumore acido, quello che fa per voi è Don’t.

You’re Living All Over Me

L’arte dei Dinosaur Jr è semplice eppure, in senso lato, nuova. Si prendono delle melodie esangui (In A Jar), svagate (Little Fury Things) oppure un filo snervanti (Sludgefeast) e le si complica con una matassa di rumori prodotti da e attraverso la chitarra. Facile ma, per altro, geniale.

Mascis adotta spesso la misura della ballata alla Neil Young sommergendola di decibel, individuando nella dicotomia tra distorsione e intelligibilità melodica un nodo centrale del suo modo alternativo di fare rock, nel quale non si contano gli elementi pre grunge.

Risulta ugualmente profetico, ma per motivi diversi, anche l’unico contributo da autore di Lou Barlow, Poledo. "Inciso su due registratori scadenti da Lou e Lou solo nella sua stanza", dicono le note. Qualche anno e tutti avrebbero parlato di lo-fi.