Zero

Elettronica, melodia e testi che sfiorano il nonsense. La formula non cambia e nemmeno il risultato finale. David Bowie, uno degli evidenti punti di riferimento del gruppo, viene omaggiato con una cover di Always Crashing In The Same Car.

Luna crescente (Sacrarmonia)

Dopo un tour in chiese e teatri antichi dedicato alla musica sacra e tradizionale, la Ruggiero decide di produrre un disco dedicato al repertorio di quei concerti. Accompagnata dagli archi dell’Arké Quartet, interpreta canzoni tradizionali come la natalizia Adeste Fideles ed episodi della sua carriera solista, oltre a brani appartenenti a liturgie africane e sudamericane.

Un progetto portato a termine con classe e leggerezza, laddove il rischio di tediare l’ascoltatore era assai concreto.

Sott’acqua

Come niente fosse, o quasi. Come se gli ultimi quindici anni di tentativi frustrati non avessero fatto alcun male: Alan Sorrenti torna con un disco di pop inaspettatamente dinamico e accattivante, persino sofisticato, anche se sempre all’insegna di quella voglia di leggerezza che evidentemente è un suo tratto irrinunciabile. Tanti anni fa gli ha preso la mano, ma ora sembra controllarla. Meglio tardi che mai.

Till Death Do Us Part

Ai fan non può che piacere una cavalcata tra i punti fermi del marchio di Los Angeles: doping, rap, aromi latini, chitarre, crossover in fondo sono rassicuranti, soprattutto se proposti con il mestiere necessario.

Ma i tempi d’oro sono lontani, e quel che si ricorderà di questo album sarà soprattutto la rivisitazione del prodigioso giro di basso reggae di The Guns Of Brixton dei Clash, risuonato da Tim Armstrong dei Rancid nel singolo What’s Your Number. Altro ammiccamento giamaicano, la presenza del figlio d’arte Damian Marley in Ganja Bus.

Live 1961-2000 — Thirty-Nine Years Of Great Concert Performances

Una strana compilation giapponese che propone canzoni live prese da concerti vecchi e nuovi. Un oggetto da collezione destinato ai dylaniani più fedeli, che non possono non avere una Wade In the Water, registrata a Minneapolis nel ’61 o una Handsome Molly, cantata al Gaslight di New York nel ’62.

Sono io, l’uomo della storia accanto

Si toglie qualche anno dalla fronte e dallo spartito, e prova a scrivere versioni moderne delle canzoni d’amore che lo hanno reso divo. Dopo gli anni della grande visibilità, che hanno fatto seguito a quelli della grande ritrosia, la sua persona è diventata molto più ingombrante, ed è difficile non tenerne conto all’ascolto — ma l’album è molto più sobrio e lieve, da tutti i punti di vista, rispetto alla produzione pretenziosa degli ultimi anni.

Anime in gioco

Inopinata svolta del rapporto di amicizia con Fazio: la colonna sonora della trasmissione Anima mia, nella quale Baglioni con effetto irresistibilmente ironico interpreta col proprio tipico pathos vocale (ma con arrangiamenti notevoli) le più note sigle tv o perle kitsch degli anni ’70, da Heidi a Buonasera dottore.

C’è anche spazio per una versione da brividi de Il nostro concerto con una impeccabile Orietta Berti.

Viaggiatore sulla coda del tempo

Lanciato da una "sinergica" campagna pubblicitaria con una compagnia telefonica e successivo a un periodo di notevole esposizione televisiva (in special modo a fianco dell’amico Fabio Fazio), è il supremo tentativo di andare, come aveva annunciato programmaticamente, "Oltre".

Il risultato è ermetico, pindarico, velleitario: Baglioni continua a inseguire l’arte, ma pare sdegnosamente fuggire, sulle ali di un Cuore di aliante, da ciò che lo ha fatto amare (giustamente) dal pubblico: buone, oneste canzoni.

Chernobyl 7991

A parecchi anni dallo scioglimento Capiozzo e Fariselli riprendono a sorpresa l’attività live e nel 1997 pubblicano un disco tra jazz e John Cage avvalendosi del contributo di Paolino Dalla Porta, Gigi Cifarelli, John Clark e Pietro Condorelli.

Il disco viene presentato al centro sociale Leoncavallo di Milano, l’unico posto che può rievocare i luoghi in cui gli Area si esibivano (dall’Università Statale occupata all’Ospedale psichiatrico di Trieste. Per tacere di Cuba, ovviamente).

Il gruppo è denunciato per "abuso di strumenti musicali e grave inquinamento acustico", nonché "emissioni rumorose intollerabili". Fariselli andrà fiero dell’accusa — ma il gruppo verrà assolto.

Acustico

Gesù, di nuovo un disco dal vivo. Che peraltro, di vivace ha poco, e di acustico ancor meno: gli strumenti elettrici ci sono eccome. C’è da chiedersi quale sia il motivo di questo vessatorio accanimento coi live, manco ci fosse un fiorente mercato di bootleg. Forse vuol fare concorrenza ai Pearl Jam.

Switch

I cinque musicisti rimettono in piedi la baracca con un cantante scelto in un reality show alla tv australiana. Nonostante le premesse da brividi, con J.D. Fortune, trentunenne canadese aggiudicatosi la vittoria e messo sotto contratto, la band rinasce. Oltre alla voce, Fortune ha un’interpretazione e un feeling che ricordano Hutchence in maniera incredibile. Ma quel che più conta è che alcune delle nuove canzoni di Andrew Farriss non avrebbero sfigurato negli album migliori della band. 

Io sono qui

"Dove sono stato in tutti questi anni", si chiede. E se lo chiede anche il grande pubblico, che approva la nuova immagine più disponibile, meno narcisa, più energica. È il disco della rinascita, ben bilanciato dal punto di vista musicale e lirico, un disco che può piacere anche a quanti hanno sempre snobbato il "poeta delle ragazzine".

Da non trascurare l’opera di promozione televisiva di Fabio Fazio, che imprevedibilmente riesce a farlo risultare simpatico e disinvolto.