Snap!

La prima antologia dei Jam resta tutto sommato la migliore, nonché uno strumento fondamentale per apprezzare la parabola creativa di un gruppo che, in aderenza all’etica punk, ha spesso prodotto il meglio di sé nel formato ridotto dei singoli. Snap! è dunque la prima occasione per recuperare su album classici welleriani come la strepitosa Going Underground (la paura del nucleare condensata in quattro minuti di energia e melodia), Start! (con il riff introduttivo di basso rubato a Taxman dei Beatles) e la minacciosa Funeral Pyre (remixata rispetto all’edizione a 45 giri) nonché gli ultimissimi singoli, il pop orchestrale di The Bitterest Pill (I Ever Had To Swallow) e lo scoppiettante Northern soul di Beat Surrender; senza dimenticare eccellenti b side come The Butterfly Collector e Tales From The Riverbank. That’s Entertainment è qui inclusa in versione demo (diversa da quella pubblicata sulla versione CD, Compact Snap!, che omette però ben otto tracce). Le prime copie dell’edizione in vinile includono l’EP Live At Wembley registrato dal vivo nel dicembre dell’82: quattro pezzi, tra cui la pimpante cover di Move On Up di Curtis Mayfield.