Seventeen Seconds

Smith racconta di averlo scritto per gran parte in una sola notte, dopo essere stato malmenato da tre businessmen alla fine di un concerto a Newcastle. Simon Gallup è il nuovo bassista, occasionale ma importante la tastiera di Matthieu Hartley.

Lavoro scomponibile a coppie: il pop chitarristico e dai forti chiaroscuri di Play For Today e di M, vicino all’esordio, gli ectoplasmi vocali di Secrets e Three, il lento e ipnotico andare di In Your House e At Night, gli strumentali A Reflection e The Final Sound e quindi i due brani simbolo, la title-track e A Forest.

Soprattutto A Forest, per la condensa gelata che si respira tra la solennità nebulosa del synth, il rigore dell’arpeggio di chitarra iniziale e il tempo metronomico di basso e batteria; il singolo dark per antonomasia è un tour de force sensitivo di oltre sei minuti.