Armed Forces

Elvis è ormai un nome che conta sulla scena britannica ma comincia a pagarne le conseguenze. Il nuovo album è una tranche de vie scritta e realizzata tra un tour e l’altro, a malapena velata dal desiderio (confessato) di emulare il pop melodico e "commerciale" degli Abba.

Stress ed eccessi della vita on the road sfociano in un disco ansiogeno e un po’ frettoloso, vivace e con qualche riempitivo. Accidents Will Happen e Oliver’s Army, però, basterebbero da sole a portare in attivo il bilancio: la seconda soprattutto, che impiega un irresistibile ed orecchiabile ritornello per parlare di un argomento serissimo (l’arruolamento "forzato" dei giovani sottoproletari disoccupati nell’esercito di occupazione in Irlanda).

This Year’s Model

Rimpiazzati con il dinamico trio degli Attractions i session men americani Clovers (da cui nasceranno i News di Huey Lewis), il songwriter londinese sbaraglia la concorrenza con un album che mantiene le promesse del titolo, cavalcando la "nuova onda" della musica inglese a dispetto dei numerosi vezzi retrò (gli omaggi al beat di Stones, Kinks e Small Faces, il Farfisa sibilante di Steve Nieve, il suono secco e nervoso in stile pub rock orchestrato dal produttore Nick Lowe).

Costello sciorina con voce adenoidale testi logorroici come pochi avevano osato dopo Dylan (I Don’t Want To Go To Chelsea), pompa adrenalina e cattiveria in Pump It Up e nella convulsa Lipstick Vogue, mostra la stoffa del melodista di razza in Little Triggers e non dimentica la polemica politica (Night Rally, assente dall’edizione americana pubblicata dalla Columbia).