Quello che non c’è

Primo disco registrato dagli Afterhours dopo l’abbandono del chitarrista Xabier Iriondo. Musiche più ombrose e canzoni meno immediate e prive della beffarda ironia dei precedenti lavori.

La band però è affiatatissima e brani come il singolo Sulle labbra e la bellissima Varanasi baby sono fra gli episodi migliori dell’intera carriera di Agnelli e compagni.

Hai paura del buio?

Considerato quasi all’unanimità il miglior album degli Afterhours (e uno dei migliori dell’intero rock italiano anni Novanta), contiene singoli-inno come Male di miele e Sui giovani d’oggi ci scatarro su e futuri classici delle esibizioni live del gruppo come Voglio una pelle splendida e 1.9.9.6.

Testi efficacissimi, all’insegna del riso amaro, e un incisivo alternarsi di asprezza e melodia fanno di questo disco l’ideale primo passo per avvicinarsi all’opera della band.