Flowers

Il disco migliore (finora) dei Bunnymen riformati fa buon uso di una produzione ridotta ai minimi termini, con arrangiamenti lineari che puntano nuovamente sulle carte più sicure, la voce fragile e tenebrosa di McCulloch e le chitarre ipnotiche ed evocative di Sergeant. Buono anche il repertorio, tra il pop rock di Everybody Knows e i delicati sapori lisergici di King Of Kings.

Evergreen

McCulloch e Sergeant si sono già riavvicinati con il progetto neo-psichedelico Electrafixion (Burned, WEA, 1995, &Stelle=2;) e sembrano intenzionati, fin dall’ambientazione notturna e floreale della copertina (che ricorda quella di Crocodiles), a rinverdire i fasti degli esordi.

Ci riescono solo in parte, con una sequenza di ballate nostalgiche ad alto tasso melodico come In My Time, Just A Touch Away e Nothing Lasts Forever: quest’ultima, in particolare, evidenzia il debito maturato da Oasis, Blur e tutto il brit pop anni ’90 nei loro confronti, ma anche la difficoltà di tenere il passo con i più freschi discendenti.

Community Music

Si chiama Community Music House il luogo in cui è nato il collettivo angloasiatico, quartier generale, centro nevralgico e simbolo della ricerca continuata con successo sull’asse Londra-Kingston-Delhi.

The Real Great Britain si sistema idealmente tra Clash, Fundamental e Linton Kwesi Johnson; Memory War, Officer XX e New Way, New Life sono pagine esaltanti, Taa Deem un omaggio alla memoria del grande musicista pakistano Nusrat Fateh Ali Khan.

RAFI’s Revenge

L’anno prima su Virgin francese era uscito R.A.F.I. (Real Area For Investigation), qui registrato da capo in un’altra versione. Il polinomio dub/punk/ragamuffin/hip hop/Bhangra/jungle moltiplica l’intensità del messaggio anticolonialista (Naxalite, Assassin) e antirazzista (Black White), in difesa delle minoranze.

Il singolo Buzzin travolge l’ascoltatore con l’urgenza propulsiva del drum’n’bass, Free Satpal Ram è per un giovane connazionale detenuto per omicidio (procurò ferite mortali nel difendersi da aggressori xenofobi e sarà scagionato dopo la mobilitazione in suo favore partita proprio dalla ADF).

Loads (& Loads More)

Antologia da consigliare a chi desidera avvicinarsi all’opera della band. Ventitré brani per raccontare una storia centrale per l’abbattimento degli steccati che dividevano il rock dalla dance. I classici, da Kinky Afro a Step On, da 24 Hour Party People a Freaky Dancin’, ci sono tutti. L’edizione attualmente reperibile è singola e contiene 16 brani.