Let It Be … Naked

In copertina e sulle riviste si parla con grande enfasi di Let It Be "come avrebbe dovuto essere". In realtà continua a essere un disco tormentato: molto discusso all’epoca, per il pesante lavoro di arrangiamento fatto da Spector, mai amato da Paul McCartney (che immaginiamo sia il principale fautore di questa operazione di restauro), anche nella nuova versione rimane progetto ibrido, storicamente scorretto, e sul quale sicuramente hanno messo le mani in troppi.

Le registrazioni non sono quelle della primissima versione (che comprendeva, tra l’altro, anche Teddy Boy e Save The Last Dance For Me), il titolo neppure (era Get Back) e neanche la foto di copertina (che finì invece sulle due raccolte del 1973).

È in effetti un Let It Be "denudato", spogliato degli arrangiamenti orchestrali, rinnovato in più punti e, volendo, anche un po’ più gradevole all’ascolto: è stato cambiato l’ordine dei brani, ridotto il minutaggio (manca Maggie Mae, sostituita da Don’t Let Me Down, originariamente uscita solo su 45 giri), eliminate incertezze e frammenti "live in the studio" (che peraltro erano parte essenziale del progetto originale), ma perlomeno ora si può ascoltare The Long And Winding Road senza orchestra, e Paul sarà finalmente contento.

C’è anche un bonus disc, superfluo, con 20 minuti di chiacchiere di studio e spezzoni di brani.