Jesus Lizard

Nati dallo scioglimento degli Scratch Acid, formazione post-punk underground texana in cui militavano il cantante David Yow e il bassista David Wm. Sims, i Jesus Lizard sono stati una delle band di punta della Touch and Go e uno dei cardini del noise rock americano. Con sicurezza e inventiva, hanno trasferito su un nuovo livello la lezione degli stessi Scratch Acid e dei Big Black.

Negli anni ’90 il loro sound tagliente, scabro, ma anche tecnico, ha compiuto l’intero tragitto compreso tra il più esasperato post-punk e il cerebrale post-rock senza scalzare del tutto – e anzi esaltando – le radici rock&roll, boogie e blues (talvolta anche con una punta di jazz). Alla musica dirompente, geometrica, oppure malignamente complessa, si abbinava il delirio viscerale e psicotico del cantante, noto anche per i testi molto crudi e la frenesia delle sue performance dal vivo.

Il gruppo si è sciolto nel 1999 ma si è riformato per una lunga tournée quasi dieci anni dopo. 

 

Pure

Il cantante David Yow e il bassista David Wm. Sims suonano insieme dai tempi degli Scratch Acid, band di culto texana sciolta nel 1987; quando nascono i Jesus Lizard, Sims ha nel frattempo suonato con i Rapeman di Steve Albini, colui che sarà produttore e mentore del nuovo complesso per tutta la carriera su Touch And Go. Il terzetto con batteria elettronica — alla chitarra c’è il bravo Duane Denison — ristruttura in parte la violenza marziale dei Big Black, servendosene per un martellante post-punk di impronta boogie (Blockbuster), tra piccole sceneggiature thriller (Bloody Mary) e tralignate digressioni strumentali (Jacket Made In Canada).

 

Head

Con l’ingresso del batterista Mac MacNeilly il puzzle è completo. I tre strumentisti della band di Chicago non solo sono in grado di esibire grande tecnica in un comparto sonoro a cavallo tra i terrorismi di hardcore e noise (7vs8, Waxeater), ma anche composizioni studiate — come quella, liricissima, di Pastoral — e anticipi di post rock (Tight’N’Shiny). C’è poi il vocalismo disgraziato di David Yow, coprofilo cuor di bue che rantola, ringhia, blatera, urla, e non “canta” certo nel senso più lindo e pulito del termine, assicurando un quid di teatrale schizofrenia all’insieme finale. Pure/Head (Touch And Go, 1993, &Stelle=4;) raccoglie in un unico CD i primi due dischi dei Jesus Lizard.

 

Goat

La mezz’ora più esemplare del teatro della crudeltà dei Jesus Lizard. L’album è il capolavoro del quartetto. Campionario di nevrosi moderne, lucida paranoia (Monkey Trick), pura psicosi fobica (Seasick), fissazioni dissonanti (Karpis). Nove brani dibattuti tra una fisicità contundente e i groove quasi matematici che la sezione ritmica di Simms e McNeilly crea e destabilizza allo stesso tempo, trapanati senza pietà da una chitarra demolitrice: il glissato a tenaglia in Nub, il riff bilama di Mouth Breather, tutti gli interventi di Denison sono i propulsori ideali di una mostruosa macchina rock&roll. Tecnici, depravati, corrosivi.